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IL CASO/ I nonni, miglior "antidoto" all'ideologia del gender

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Colpita vuoi dal fatto di cronaca, vuoi dall’ascolto della Scabini (coadiuvata da Guido Banzatti) mi sono emerse alcune considerazioni su ciò che generalmente vien richiesto a noi nonni: sostituzione di babysitter in caso di malattia dei nipoti, supplenza in momenti di emergenza della vita familiare, accompagnamenti vari e via dicendo… tutte cose lodevoli, ma che tendono ad appiattire la presenza dei nonni in un logica di mero servizio.

Penso invece che noi nonni dobbiamo riprendere con coraggio il nostro ruolo di tramite tra diverse generazioni, come opportunità per rinsaldare i legami e come capacità di trasmettere ai piccoli ciò che per noi ha un valore un senso, rischiando un giudizio su questioni che possono incidere sulla formazione di un giovane, come ad esempio oggi è la questione del “gender” di cui abbiamo parlato.

Formazione che peraltro è compito primario dei genitori, nei confronti dei quali è quanto mai opportuno essere discreti e sostenerli, semmai, nel loro compito educativo, oggigiorno particolarmente gravoso.

Questo non significa riversare sui nostri figli o nipoti fiumi di parole come “utili suggerimenti” ma far vedere, attraverso i nostri sguardi, i nostri gesti e le scelte della nostra vita come, nel caso citato, sia bello e pieno di senso l’accogliersi tra uomo e donna nella convinzione che sarà proprio il correre una tale avventura ciò che ci permetterà di non invecchiare, o, meglio, di farlo con letizia.

 

(Marinella Senn)



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COMMENTI
26/10/2013 - Tempi duri anche per i nonni… (Giuseppe Crippa)

Ho letto con grande piacere (ed una punta di invidia: ho l’età per essere nonno ma per ora nessun nipote, neppure in arrivo…) quanto scrive la signora Senn, che sono certo non si limiti a fornire una supplenza ai suoi figli nei momenti di emergenza ma offra ai nipoti anche in quei momenti la comunicazione dei valori in cui crede. Credo che sia veramente importante oggi che i nonni non tacciano le loro convinzioni ai nipoti e ne discutano liberamente, a costo di incontrare la disapprovazione o il disinteresse (e non so se sia meglio…) dei figli.

 
26/10/2013 - conferma (marina valmaggi)

Grande Marinella Senn! Sottoscrivo tutto, perché anche per me l'esperienza suffraga i presupposti. Non solo i nonni non sono un surrogato di genitori e baby-sitter, ma sono il sostegno e la conferma di quanto essi già fanno. Consolano i piccoli in crisi... li rimproverano senza provocare risentimenti... li istruiscono senza pretendere risultati... E soprattutto sono molto ascoltati quando parlano delle cose grandi della vita. Infatti l'autorità dei nonni è naturale, è "data": i racconti, le preghiere, le raccomandazioni, le richieste dei nonni trovano un terreno più favorevole ed hanno un'eco positiva. La naturale tenerezza, che aumenta col passare degli anni, e lo stupore di fronte alle nuove vite rende i nonni i grandi amici dei bambini. A volte persino complici, "avvocati", pacieri, insegnanti. Fortunati quegli anziani che riescono a diventare nonni, e quei bambini che riescono a godere a lungo della loro compagnia...