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CIRCE DOMIZIA/ In manette la Totò in gonnella della porta accanto

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Però: ci faranno sapere altri particolari, ma Monica Voira e il suo Vincenzo offrono sulla loro pagina Facebook qualche particolare che stona con le tinte fosche del quadro, per esempio un ritratto raro di armonia familiare. Abbondano le foto dei loro bambini, "i nostri gioielli", recita la didascalia. Si sa, i figli costano, se sono gioielli, anche di più. 

Chissà se i due che si abbracciano mirando al flash hanno altro da offrire che la sfacciataggine con cui ostentano il vistoso tatuaggio sul bicipite. Se hanno un lavoro in due, se hanno amicizie compromettenti con la malavita locale. Sapremo. Non mancano d'ingegno però, e di abilità malefica: non è così semplice andare a colpo sicuro, scovare i farfalloni e incastrarli con quegli occhi bistrati, portarli a credere in una serata passionale, nascondere la narcosi, lasciarli vagare per i campi come anime perse in attesa che la volpe li attacchi, impotenti a reagire. Come sapeva che avrebbe funzionato tante volte? Come sapeva che erano facoltosi, o almeno che avevano con sé un portafogli rigonfio? Con che arti li distraeva mentre gocciava il sonnifero (rubato a una nonna che soffre d'insonnia?). E senza una tazza d'oro, senza un palazzo dalle porte splendenti, ancelle armoniose e un letto bellissimo. 

Ci vuole tattica, sangue freddo, ironia. La furbizia campana immortalata dalla comicità, da Totò a Siani, l'estro anche nella delinquenza. Immaginiamo i titoli su un giornale tedesco: che bravi gli italiani, quando si tratta di rubare. Ingeneroso…

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