BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

HALLOWEEN/ L'esperto: vi spiego cosa sono le streghe e perché oggi "affascinano"

Pubblicazione:giovedì 31 ottobre 2013

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Siamo ormai a poche ore da Halloween, la notte delle streghe e, se vogliamo, la notte dei morti viventi. Zucche, travestimenti possibilmente macabri e spaventosi, bambini che corrono all’impazzata al grido di “dolcetto o scherzetto” animeranno la notte del 31 ottobre. Festività che abbiamo importato, ha da sempre coinvolto e divertito (e anche spaventato) grazie ai suoi risvolti horror e a costumi in qualche caso davvero originali. Per comprendere meglio il significato dell’evento e soprattutto per conoscere meglio il mondo delle streghe, la redazione de il sussidiario.net ha contattato Alessandro Pedrazzi, noto psicologo, che ci ha raccontato tutto il mondo dietro al loro mito.

Come mai Halloween è definita anche la notte delle streghe? Ciò che oggi è Halloween (All-Hallows-Eve, la veglia di Ogni Santi) deriva da un’antica festività pagana, la Samhain, il capodanno in cui il vecchio dio-sole (ovvero l’anno passato) moriva per dare spazio al nuovo. Essa veniva organizzata in Irlanda, Galles e Scozia, seppure con toni del tutto diversi dagli odierni; i falò e i fuochi, ad esempio, erano allegoria del sole è venivano accessi per “stimolare” le messi e anche per tenere lontani gli spiriti maligni.

Poi però…La festa divenne pressoché laica dopo che il Protestantesimo ne ebbe interrotto ufficialmente i festeggiamenti, ma anche oggi tutta la simbologia tetra che si accompagna ad Halloween non è esposta per esaltare gli spiriti maligni, ma per esorcizzarli, per allontanarli. Infatti altre leggende antiche, non direttamente connesse alla veglia di Ogni Santi – giorno ponte fra il reale e il metafisico – volevano che le streghe celebrassero feste con il Diavolo il 30 aprile e il 31 ottobre; in quest’ultima data le streghe Wicca, devote alla Madre Terra, celebrano la settima delle loro otto feste principali.

Ma, in concreto, che cos'è una strega? La tradizione vuole che una strega sia una donna diventata “sposa di Satana”, cioè che si sia consacrato a lui, ottenendo come compensazione dall’emarginazione sociale speciali e malevoli poteri. È interessante notare come la strega incarni l’archetipo della donna sterile, emarginata perché non fertile, e per questo allontanata dalla luce (quindi oscura), resa rancorosa e a propria volta capace di rendere sterili i raccolti, gli animali e particolarmente intenta a rapire o uccidere i bambini delle donne feconde. 

Una sorta di donna-rinnegata. La strega è espressione di una femminilità (intesa in senso tradizionale) invertita, negata, non creatrice ma distruttrice, svincolata dal maschio e dal ruolo che con lui dovrebbe avere, quindi pericolosa. Le attuali streghe, le Wicca soprattutto, si discostano ampiamente dal modello tardo medioevale (peraltro la vera grande caccia alle streghe fu realizzata intorno al XVII) e si sono riappropriate dell’archetipo di femmina mediatrice fra una fertile Madre Terra e l’umanità.

Quali sono gli effetti che soprattutto i più piccoli possono subire ascoltando o vedendo storie di streghe? Come detto, la strega, quella tipicamente descritta nel nostro folklore, non descrive soggetti reali ma incarna un archetipo, una declimazione del Male. Così com’è per le fiabe, i racconti delle streghe insegnano loro essenzialmente lo scontro tra elementi buoni e malvagi, dualismo presentissimo sia nell’arte che nella vita. Ascoltando storie di streghe i bambini apprendono quindi attraverso metafore la vita adulta. Circa invece il vederle, beh, suppongo che s’intenda vedere una persona travestita da strega! I bambini sono capacissimi di rilevare un costume carnevalesco o di scena, e se non lo fossero ecco che il genitore è chiamato al suo ruolo. Nella mia esperienza né in letteratura ho mai sentito di traumi psicologici indotti dalla vista delle streghe!

Come sono cambiate nei secoli? Ovvero, come è cambiato il modo di raffigurarle e percepirle da parte della società. Se secoli fa una strega era "sporca e cattiva" e ora invece è "glamour": perchè? È molto interessante notare l’evoluzione dell’archetipo legato alla strega. Nel passato, come già sottolineato, la strega si configurava come la nemesi della femminilità feconda (quindi danneggiava bambini e gravidanze), della purezza (quindi era sporca), della donna legata al lavoro con la terra e alla pastorizia (quindi distruggeva i raccolti e gli animali di allevamento).

Ora invece... La strega attuale, per come viene rappresentata dai media, sembra piuttosto rifarsi a Lilith che la tradizione ebraica indicava la prima moglie di Adamo, da lui ripudiata per la più remissiva Eva. Come Lilith, la strega moderna, è emancipata, autodeterminata, sessualmente esperta e con scarsa attitudine alla maternità. Facile rilevare come questo “modernismo” nasconda ancora elementi del vecchio stereotipo, ovvero quella della donna la cui identità dipende da regole eteronome: non a caso Lilith è incarnazione del lato sessuale ed oscuro della femminilità che si esprime senza il maschio, o a suo danno, e senza finalità procreativa. Non stupisce che in questa epoca, in cui si parla di crisi dell’immagine maschile, sia ri-sorto questo archetipo.

Ha mai avuto a che fare professionalmente con persone che si ritenevano streghe? E quali sono i meccanismi mentali che scattano in questi soggetti? Ha qualche aneddoto a riguardo? 


  PAG. SUCC. >