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MORTE A LAMPEDUSA/ Chi sono i complici di quella libertà venduta a caro prezzo?

La conta dei cadaveri a Lampedusa è proseguita per tutta la giornata. Centinaia le vittime. Una tragedia che scuote il nostro senso di umanità, sfigurato dal cinismo. GIUSEPPE DI FAZIO

Sulla spiaggia di Lampedusa (Infophoto) Sulla spiaggia di Lampedusa (Infophoto)

LAMPEDUSA. Avevano acceso un fuoco sul barcone per farsi notare, per rendersi visibili a quanti avrebbero potuto venire in loro soccorso. E, invece, quel fuoco li ha traditi, senza pietà. La conta dei cadaveri a Lampedusa è proseguita per tutta la giornata, fino a notte fonda. Centinaia le vittime: donne, uomini, bambini che cercavano una vita migliore e hanno trovato, invece, la morte. Ma quelle fiamme foriere di una strage di innocenti hanno squarciato anche il fitto velo dell'indifferenza che accompagna da anni gli sbarchi dei migranti.

Ci voleva, forse, questa immane tragedia, che ha fatto gridare al Papa "Vergogna!", per scuoterci dalla futilità dei dibattiti politici e dalla banalità dei piccoli problemi che spesso sembrano toglierci il respiro. E invitarci a guardare oltre il nostro ombelico. Ma anche per evidenziare davanti al mondo la posizione cinica di un'Europa che non si commuove neanche per i bambini senza vita sul molo di Lampedusa e sa dire solo che serve più dissuasione verso i migranti.

Da Lampedusa ci è arrivata ieri, fra le altre immagini commoventi e agghiaccianti, quella di una volontaria che assisteva in lacrime alla tragedia che si stava compiendo sotto i suoi occhi. Di fronte ai cadaveri ammassati sul molo, quella volontaria poteva solo piangere. E pregare.

In questa circostanza ritorna l'interrogativo rivolto proprio nel corso della recente visita a Lampedusa dal Papa: "Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle?" Non possiamo anche noi, come gli abitanti di Fuente Ovejiuna, protagonisti di una commedia di Lope de Vega dire: "Nessuno". Né possiamo semplicemente addossare la colpa della tragedia di ieri a quei pescherecci che avrebbero, secondo alcune ricostruzioni, fatto finta di non vedere l'imbarcazione dei migranti in difficoltà. Ci sono dei mercanti di morte, lo abbiamo visto nei giorni scorsi per altre vittime a Scicli nel Ragusano, che impunemente solcano il Mediterraneo vendendo sogni di libertà a caro prezzo a ignari migranti. E ci sono Paesi Ue che si limitano a chiudere le frontiere per non avere il fastidio di dover badare a poveracci che scappano dalla fame o dalla guerra.

Fermare questi flussi clandestini, come ieri ha chiesto autorevolmente il capo dello Stato, e aprire le porte dell'Europa ai bisognosi sono due scelte non più prorogabili.


COMMENTI
04/10/2013 - EROI (nicola mastronardi)

La cosa che più mi fa incazzare e che noi facciamo giustamente le battaglie contro l’eutanasia, contro l'aborto, difendiamo la vita a tutti i costi e poi ci facciamo le seghe mentali di cosa o non cosa si possa fare per evitare tregedie di questo tipo, solo giudicando moralistcamente l’uno o l’altro. Gli unici eroi guardando le immagini di questa immane tragedia sono i pescatori che si sono buttati in mare a tirare su uomini, donne e bambini vivi o morti che gli scivolavano dalle mani. Io credo che andranno in Paradiso credenti o non credenti peccatori o non peccatori, perché si sono mossi anzi commossi verso un Altro, toccando la carne di Cristo (come ha detto il Papa). Un esempio per noi e per i politici di quello che serve oggi all’Italia.

 
04/10/2013 - l'Europa? non basta più! (alcide gazzoli)

Era venuto il Papa!! e c'erano stati già tanti - ma tanti - morti ( ma quanti? e chi lo sa??) Allora adesso urlare: deve intervenire l'Europa! è necessario, ma non basta più. Bisogna subito andare lì noi a tirarli fuori questi poveri disgraziati ( come hanno fatto i buoni pescatori!) e poi prendere a calci nel sedere quelli dell'Europa e forse anche dell'Italia che dovevano essere pronti prima ad una simile evenienza. Anche le stragi e le disgrazie più immani non sono sufficineti a tenere sveglio l'umano. E' Tragico, ma la storia dell'umanita è tutta così.

 
04/10/2013 - Il concetto di solidarietà. (Roberto Meregalli)

Esimio Di Fazio. Pur concordando su molti aspetti del suo articolo devo dissentire su un aspetto: il concetto di solidarietà. Da troppi anni noi europei abbiamo adottato, alcuni per propri interessi, il concetto che l'aiuto ai popoli in difficoltà dovesse consistere nella migrazione di queste persone dalle proprie terre natali al cosiddetto "mondo evoluto". Un concetto, a mio parere pericoloso, le cui conseguenze, purtroppo, sono state ben evidenziate nell'ennesima tragedia di Lampedusa. Tutto questo, sempre a mio parere, continuerà ad accadere finchè non ribalteremo il concetto ed andremo ad aiutare queste persone nella loro terra natale. Non riusciremo, almeno nel breve, a fermare il grosso dei flussi migratori ma perlomeno ci daremo da fare per migliorare la vita di tanti esseri umani senza sradicarli dalla loro terra e cancellare tradizioni e costumi vecchi di secoli. Non è facile ma abbiamo il dovere di provarci: il dio denaro non può sempre giustificare tutto.