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LAMPEDUSA/ Falcone (Gdf): prima del giorno della morte avevamo salvato 480 profughi

Pubblicazione:sabato 5 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 5 ottobre 2013, 12.11

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Come Guardia di finanza siamo impegnati da anni su questa isola come in altri posti analoghi. Con i nostri mezzi e i nostri uomini siamo sempre stati a fronteggiare l'emergenza senza tenere conto delle ore di lavoro o quant'altro. Le polemiche lasciano il tempo che trovano. Il nostro personale così come i civili di Lampedusa non si sono mai tirati indietro nell'aiutare questa gente che arriva qui per una vita migliore. Siamo stati talmente impegnati in questi giorni che le notizie a volte le abbiamo da voi giornalisti: non c'è tempo materiale per altro. 

Come è la situazione? Si dice che nel relitto ci siano molti cadaveri. 
Si presume di sì, i sommozzatori sono scesi e hanno visto decine di corpi. Le immagini diffuse del peschereccio fanno capire che sia abbastanza grande e capace di portare non meno di 400 persone. I conti si fanno facilmente fra i salvati e i morti che mancano ancora all'appello. 

Lei fa il suo dovere di militare, ma certo da un punto di vista umano affrontare tragedie del genere non è certo facile. 
Questa volta è stato davvero terribile a livello umano ed emozionale. Una tragedia così lascia il segno, poi si cercherà di recuperare. Guardare questi occhi spenti, pensare alle loro aspettative, ai bambini e le donne incinte che sono morti ci lascia nel dolore. Gli equipaggi sono molto, molto provati da quanto stiamo vedendo e facendo. 

Recentemente il Papa è stato da voi a Lampedusa: Lei crede si possa parlare di speranza, dopo quanto accaduto? Che cosa vi hanno lasciato le parole del Papa? 
Io quel giorno ero di servizio nell'ordine pubblico, ma ho ascoltato bene cosa diceva il Santo Padre. Se non abbiamo più la speranza vengono a cadere le cose basilari in cui credere e per cui vivere. Dobbiamo avere speranza che qualcosa cambi per aiutare queste persone anche nei loro paesi, per fare in modo che queste tragedie non accadono mai più. Dobbiamo avere speranza per questa gente e anche per quella di Lampedusa, gente che ha sempre dato anima e cuore. Questa è una isola sperduta nel Mediterraneo con le sue difficoltà, qui si vive di turismo e pesca, ma davanti a queste situazioni nessuno si è mai tirato indietro per prestare soccorso, anche dando il più piccolo aiuto. Questa è la nostra speranza.

(Paolo Vites)



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