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PAPA/ Assisi, le parole semplici di Francesco e il nostro cuore vecchio

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Francesco loda i consigli pastorali, descrive efficacemente il senso dell'opera di un vescovo, bacchetta allegramente le omelie troppo lunghe e complicate dei preti, loda la comunione tra prete e parrocchiani (quando i preti conoscevano uno per uno perfino i cani dei loro parrocchiani), esorta gli sposi a litigare fino al lancio dei piatti, ma poi a cercare la pace prima che finisca il giorno. 

Dino Boffo, il direttore di Tv2000, grazie alla quale ho potuto seguire gran parte della visita di Papa Francesco ad Assisi, a commento di quest'ultimo discorso "normale" dice che in esso non ci sono novità (come forse ci sarebbero state se a pronunciarlo fosse stato Benedetto XVI). E penso tra me: che croce, questo obbligo al commento. Boffo, io, tanti altri. Costretti a commentare. Ma cosa c'è da commentare, con questo Papa? Quello che lui porta non è sé stesso. "La Chiesa non si costruisce per proselitismo, ma per attrattiva". E l'attrattiva a chi appartiene? 

Questa è la novità! Qual è la novità per chi sta morendo di sete? L'acqua è la novità! Chi finalmente può allungare la mano verso quel bicchiere fresco non si chiede se in quell'acqua ci sia o meno una novità, se è acqua di un tipo speciale, ricca o povera di sodio, minerale o oligominerale: la novità è l'acqua. Allo stesso modo per chi cerca un senso per la propria vita, che faccia battere il suo cuore e lo spalanchi a tutto il mondo, non occorre questo o quel particolare indirizzo teologico: occorre solo Cristo, la Sua presenza. E occorrono uomini portatori non di concetti nuovi, ma della sola novità che conti. Come dice una bella canzone americana: Give me Jesus.  

Non mi sono mai domandato se io la penso o meno come Papa Francesco. So soltanto che lui mi aiuta a vivere con forza, senza adagiarmi su nulla, la fede che ho ricevuto da mio nonno e da don Giussani.

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