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Cronaca

LAMPEDUSA/ Bomba migratoria? No, in 20 anni i clandestini crollati dal 50% al 6%

Immigrati (Infophoto)Immigrati (Infophoto)

La presenza irregolare sul territorio italiano in questo periodo rappresenta un minimo fisiologico. Dalle stime della fondazione Ismu risulta che gli irregolari sono il 6% della popolazione straniera. Negli anni 90 si viaggiava intorno al 50%, e poco prima dell’approvazione della legge Bossi-Fini era molto normale avere un 35%. Oggi siamo veramente a livelli molto bassi di clandestinità. Ad alimentarli sono solo in minima parte i barconi che in qualche modo riescono ad approdare di nascosto. Chi sbarca e viene soccorso finisce nei centri di accoglienza, dando così inizio a una serie di procedure previste dalla legge. La maggior parte dei cosiddetti “clandestini” sono persone giunte sul territorio italiano con documenti regolari, ma che poi si sono soffermati più a lungo rispetto alla durata del permesso.

 

L’islamizzazione e le Primavere arabe hanno modificato la natura dei flussi migratori?

L’accentuazione del fanatismo religioso può avere spinto qualcuno a prendere la decisione di andarsene, ma tutto sommato si è trattato di una minoranza. Ad avere inciso è stato soprattutto il peggioramento delle condizioni di vita, spingendo le persone “normali” a cercare altrove. Guerre e rivoluzioni non contribuiscono certo alla qualità della vita. Cambiano le condizioni di contesto, creando subbuglio e favorendo in qualche modo l’immigrazione. Se escludiamo le grandi ondate provenienti dalla Tunisia nel 2011, la Primavera araba non ha cambiato molto il fenomeno migratorio.

 

La bomba migratoria si è soltanto sopita o stiamo assistendo a un’inversione di tendenza?

La bomba migratoria si è sopita, in quanto sono cambiate le condizioni di appetibilità della qualità di vita nei Paesi di destinazione. Tutto il mondo sa che oggi trovare un lavoro in Italia o negli altri Paesi europei è più difficile di quanto lo fosse in passato. Per il momento chi ha un progetto migratorio lo lascia in stand-by, sperando che le cose cambino. A non essere cambiate sono le condizioni strutturali che alimentano l’immigrazione. Il fatto che nei Paesi dell’Africa ci siano condizioni di povertà e di instabilità socio-politica, crea le premesse per rilanciare i flussi migratori.

 

(Pietro Vernizzi)

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