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PAPA FRANCESCO/ Omelia di Santa Marta: lasciamo che sia Dio a scrivere la nostra vita

Pubblicazione:lunedì 7 ottobre 2013

Papa Francesco (Foto InfoPhoto) Papa Francesco (Foto InfoPhoto)

A volte può accadere che anche un cristiano fugga da Dio, mentre un peccatore, considerato lontano da Dio, ascolti invece la voce del Signore. Lo ha detto oggi Papa Francesco nella consueta omelia a Santa Marta, durante la quale si è soffermato in particolare sulle figure di Giona e del Buon Samaritano. “Tutti possiamo fuggire da Dio – ha detto il Pontefice - E’ una tentazione quotidiana. Non ascoltare Dio, non ascoltare la sua voce, non sentire nel cuore la sua proposta, il suo invito. Si può fuggire direttamente”, ma ci sono anche "altre maniere di fuggire da Dio, un po’ più educate, un po’ più sofisticate”. Nel Vangelo, ad esempio, “c’è quest’uomo mezzo morto, buttato sul pavimento della strada, e per caso un sacerdote scendeva per quella medesima strada. Ha visto, ha guardato e se n’è andato oltre. Non aveva sentito la voce di Dio”, spiega il Papa, che poi aggiunge: “Soltanto ha la capacità di capire la voce di Dio uno che abitualmente fuggiva da Dio, un peccatore”, un samaritano. Questo, osserva il Santo Padre, “è un peccatore, lontano da Dio”, eppure “ha sentito la voce di Dio e si è avvicinato”. Il samaritano “non era abituato alle pratiche religiose, alla vita morale, anche teologicamente era sbagliato”, perché proprio i samaritani “credevano che Dio si dovesse adorare da un’altra parte e non dove voleva il Signore”. Eppure il samaritano “ha capito che Dio lo chiamava, e non fuggì". Si avvicinò all'uomo, "gli fasciò le ferite versandovi olio e vino, poi lo caricò sulla cavalcatura e lo portò in un albergo e si prese cura di lui". Quindi il Papa si chiede: perché Giona fuggì da Dio? Giona, ha detto Bergoglio, "aveva un disegno della sua vita: lui voleva scrivere la sua storia”. Invece il peccatore, il samaritano, “si è lasciato scrivere la vita da Dio: ha cambiato tutto, quella sera, perché il Signore gli ha avvicinato la persona di questo povero uomo, ferito, malamente ferito, buttato sulla strada”. Il Papa chiede quindi a se stesso e ai presenti: "Ci lasciamo scrivere la vita, la nostra vita, da Dio o vogliamo scriverla noi?". "Sono sicuro - ha poi concluso - che tutti noi vediamo che il samaritano, il peccatore, non è fuggito da Dio”. Il Signore, quindi, “ci conceda di sentire la voce del Signore, la Sua voce, che ci dice: Va e anche tu fa così!".



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