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PIATTI D'AUTUNNO/ Chi l'ha detto che questa non è una bella stagione?

Il tortello vincitore Il tortello vincitore

E ne aveva ben donde, essendo predestinato a ricoprire il ruolo di padre nobile della nostra cucina, con la soddisfazione di avere attorno tanti ragazzi assetati dei suoi saperi. Che lo applaudono, anziché giudicarlo. Perché quando uno diventa un maestro è di un'altra razza. Merce rara di questi tempi.

Sul detto brasiliano ha dunque reagito il presidente della Camera di Commercio di Parma, Andrea Zanlari, che è anche uno storico dell'alimentazione oltreché fratello di un cioccolatiere molto bravo, che ha raccontato come questi tortelli dolci, farciti di mostarda, si cuocevano la sera e poi si mettevano a riposare tutta la notte della vigilia, con tanto di burro e formaggi. Solo il giorno di Natale si friggevano, per servirli a pranzo aprendo un copioso Lambrusco. Bè a me l'autunno piace solo al pensiero del ripieno di questo tortello: mostarda (con pere nobili, anguria bianca, mele cotogne, limoni e senape), pan grattato, vino cotto e un tocco di confettura di susine. Alla fine dei nostri assaggi ha vinto il campione n. 8, all'unanimità, e solo 3 tortelli su 8, almeno per me, avevano superato la sufficienza. Ma quanta storia racchiude quel piatto, quanta dedizione e quanto dolce autunno c'è nel lento adagio di quelle azdore virtuose e orgogliose, che ti dicono: “E’ questa l'Italia!”

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