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ROBERTA RAGUSA/ L'esperto: medium e "falsi ricordi", il lato oscuro dell'indagine

Il caso della donna scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano, nei pressi di Pisa, la notte del 13 gennaio 2012, rimane irrisolto. L'ultima pista? La medium Emanuela

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Continua a tener banco. Il caso della donna scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano, nei pressi di Pisa, la notte del 13 gennaio 2012, rimane irrisolto e il giallo rimane intricatissimo. Il marito della donna è tuttora indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Una sensitiva di nome Emanuela è solo l’ultimo tassello di un puzzle ancora incompleto. Intervistata durante l’ultima puntata di Mistero in onda su Italia1, la sensitiva Emanuela va quasi in crisi isterica. La conduttrice di Mistero, Lucilla Agosti, a fine servizio, ha accompagnato la sensitiva Emanuela  in caserma per verbalizzare le sue visioni. Abbiamo contattato il noto psicologo Alessandro Pedrazzi, che ci ha dato la sua personale chiave di lettura del caso, con un occhio di riguardo all’attendibilità o meno di questi medium spesso coinvolti nelle indagini e nei casi di sparizione. Eccolo nella sua intervista per ilsussidiario.net. 

Innanzitutto un parere sulla testimonianza “irrazionale” della sensitiva Emanuela, ospite di Mistero, sul caso ancora irrisolto di Roberta Ragusa. La donna ha avuto una sorta di crisi isterica e ha dichiarato: “Se mi avvicino in maniera irrispettosa sto male fisicamente. Non posso sentire solo il dolore”. Un parere professionale su quanto accaduto in relazione al caso (può essere la svolta?) e sulla credibilità della testimonianza. In casi di cronaca così sensibili come quello in esame, può valer la pena ogni tipo d’indizio nuovo, anche quello meno “razionale”, il tentabile deve sicuramente essere tentato per rispetto delle eventuali vittime e della verità giudiziaria. Ovviamente i suggerimenti dei medium rientrano nell’ambito degli indizi fortemente irrazionali, nel senso che le loro intuizioni derivano da percezioni che non hanno superato, né potrebbero superare un metodo scientifico di sperimentazione. Non conosco nello specifico la sensitiva Emanuela, e parto dall’idea di buona fede rispetto alla sua attitudine medianica, tuttavia per ora non vi è dimostrazione statistica che i sensitivi possano essere persone affidabili nella soluzione di indagini. Ciò significa che, a quanto mi è dato sapere, nessun medium azzecca il 50 + 1% delle proprie previsioni. Questo è un limite, anzi, questo è il limite. In ogni caso, ripeto, in una situazione di stallo delle indagini, può anche aver senso spostare le ricerche in direzioni non comuni; sia mai che per semplice serendipità si giunga alla soluzione del caso.

Sul caso Ragusa che idea si è fatto? Le testimonianze di Loris Gozi, la posizione del marito
Su indagini in corso è sempre meglio mantenere un basso profilo rispetto a facilonerie espresse da chi, come me, non è addentro le indagini stesse e manca di elementi seri per giudicare. A livello personale questa è l’idea che mi faccio di solito in questi casi. Benché essi sollecitino curiosità morbose e intrighi da giallo-thriller, tuttavia gli inquirenti sanno bene che la maggior parte degli omicidi sono compiuti da familiari o conoscenti stretti, i quali sono i soli ad avere un movente razionale; l’omicidio perpetrato da un emerito sconosciuto che non ha nessun movente, se non una personale pulsione omicida, è cosa molto rara. Quindi, nonostante il fascino del giallo, tenderei a rifarmi al principio metodologico suggerito da Guglielmo di Occam: “A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire”. Il famoso rasoio di Occam.

E sempre sulla scomparsa, la testimonianza di un secondo uomo che è convinto di aver visto Roberta uscire in pigiama dal cancello della sua abitazione nella notte della sua scomparsa, notando gli occhi azzurri nel buio, è attendibile? Anche in questo caso non sta a me dirimere la questione dell’affidabilità di quella specifica testimonianza. Posso però ricordare la vasta letteratura concernente i falsi ricordi dei testimoni, i quali per diversissimi motivi registrano alcuni particolari e non altri o distorcono memorie conservandone invece altre in forma corretta. Sempre che esista una percezione completa e perfetta. Se prendessimo un gruppo di persone e le facessimo assistere al medesimo evento, avremmo tante testimonianze leggermente diverse quanti sono i testimoni. Certo, pensare che di notte un soggetto percepisca il colore degli occhi di un’altra persona è cosa ostica da accettare, tuttavia non è impossibile.

Spesso i sensitivi vengono utilizzati come ultima risorsa (sia dagli inquirenti che, soprattutto, dai famigliari). È solo suggestione, mania di protagonismo o esiste davvero una zona grigia che ha la sua attendibilità che sarebbe giusto e proficuo indagare? Sicuramente val la pena utilizzare tutti gli strumenti possibili per un’indagine, soprattutto se la risorsa è ingaggiata e stipendiata in forma privata. Il suggerimento è ovviamente quello di fare attenzione ai soggetti poco onesti che potrebbero fare della medianità una lucrosa quanto truffaldina professione. Si potrebbe ipotizzare invece l’avvio di una ricerca scientifica di fattibilità e di utilizzabilità di questi presunti poteri, che magari, dico per ipotesi, si rivelano più fruttuosi in determinate circostanze e non in altre. Chissà. In effetti in USA è noto che la polizia abbia fatto ricorso a medium e sensitivi per sbrogliare, anche parzialmente, casi complessi.

I medium possono fornire realmente un contribuito decisivo alle indagini? Pensiamo al caso di successo di Maria Rosa Busi, che fece ritrovare il corpo di Chiara Bariffi nel Lario nel punto esatto da lei indicato): come fanno a trovare i cadaveri spariti? C’è fondamento scientifico in questi oscuri meccanismi?