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CONCORDIA/ Francesco Schettino: "Amm’a fa’ l’inchino" (video)

Pubblicazione:mercoledì 9 ottobre 2013

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COSTA CONCORDIA, SCHETTINO: ANDIAMO A FARE L'INCHINO (VIDEO) - “Andiamo sotto al Giglio. Amm’a fa’ l’inchino. Jamme sotto sto ca.. i Giglio”: queste le esatte parole pronunciate dal comandante Francesco Schettino – e registrate a bordo della Concordia, il 13 gennaio 2013 – con le quali chiese all’ufficiale cartografo di cambiare la rotta della nave.
L’audio è stato fatto sentire in aula questa mattina, a Grosseto, nel corso della deposizione di Simone Caressa, l’ufficiale in seconda di coperta, responsabile dei piani di viaggio e delle rotte, in occasione di una nuova udienza del processo sul naufragio della Cosa Concordia.
Caressa ha così confermato che l’ordine è stato dato dal comandante in persona. Prima della partenza da Civitavecchia - ha raccontato - il comandante Schettino mi disse di aspettare sul ponte, poi mi ordinò di programmare una variazione della rotta Civitavecchia-Savona per passare accanto al Giglio”. E, proseguendo nella sua testimonianza: “Mi disse di tracciare la rotta. Fissammo il passaggio a mezzo miglio dal pericolo più vicino al Giglio perché in quel punto avremmo avuto un fondale di circa 100 metri”. L'ufficiale cartografo ha spiegato che non era a conoscenza del motivo dell'inchino, ma che aveva solamente “sentito dire che era per un saluto a qualche abitante del Giglio o che lavorava sulla nave”. Ha poi aggiunto ai pm, che gli mostravano una mappa nautica della zona non presente a bordo, che averla o meno non avrebbe cambiato nulla. "L'ingrandimento è migliore", ammette Caressa, ma “dal punto di vista della pianificazione del viaggio non sarebbe cambiato nulla. La scala migliore aiuta ma non c’è nessun dettaglio che mi possa essere sfuggito”. Il capitano della Concordia ordinò all'ufficiale di prevedere un'accostata a 0,5 miglia dall'isola. L'ufficiale ha infine spiegato che la pratica degli inchini non era tipica delle navi della Costa, ammettendo però l’esistenza di un precedente: “nell’agosto del 2005 facemmo, su un’altra nave, un’accostata all’isola del Giglio, in totale sicurezza, alla velocità di cinque nodi e a 100 metri dalla costa. Al comando c’era Mario Palombo”.

Ecco il video con la registrazione che inchioda Schettino:



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