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DIVORZIO E CHIESA/ Un divorziato: non basta una "legge" a sanare la ferita di un amore tradito

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Ebbene, la mia impressione di credente è che la scelta di monsignor Zollitsch abbia trascurato qualcosa della profonda esperienza di umanità propria della Chiesa, perché considera la misericordia al pari di una "sanatoria", qualcosa come l'adozione di ciò che serve per essere messi in regola. Che un matrimonio fallisca non chiede qualche regola di reinserimento nella Chiesa: va di certo bene che un divorziato risposato venga riaccolto nella comunità, ma non basta questo, perché quando si spezza un legame di amore tra uomo e donna si porta dentro una ferita che permane, una croce che segna tutta la vita. 

Cosa vuol dire, allora, la riammissione ai sacramenti? È riconoscere come giusta una condizione che rimane ingiusta? O è restituire alla persona tutto il suo valore, fino a tracciare per lei una strada di conversione? La questione di fondo che viene posta sotto il tema dei sacramenti ai divorziati che si risposano è una sfida che si deve porre a chi di fatto ha rovinato l'amore che il Signore ha consegnato agli sposi.

Se il volto della misericordia è che la loro persona vale, perché non ritenere anche che la misericordia sia vivere il bisogno di amore che si porta, con il distacco che suggerisce l'errore commesso? Perché la Chiesa non dovrebbe continuare ad indicare la verginità come consiglio a chi ha sbagliato? 

La misericordia ha due facce: una è quella di Dio, l'altra è quella che l'uomo impara da Dio. La Chiesa le tiene presente entrambe. Anche perché vivere la condizione di mancanza è ciò che rende degni di quell'Amore che si incarna dentro le ferite di affetti traditi. C'è un cammino da fare dentro la misericordia, il cammino di una rigenerazione del proprio essere uomini di cui ha bisogno chi ha fallito in amore. Un cammino lungo e a cui non basta rimettere a posto delle regole di appartenenza. 

Sarebbe triste che a fronte di una ferita cui urge uno sguardo di amore, la Chiesa rispondesse con delle norme giuridiche. Ci vuole molto di più.

Lettera firmata 

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COMMENTI
09/10/2013 - La ferita è nel tradimento più che al Sacramento (claudia mazzola)

Ne conosco così di divorziati, nessuno però mi sembra dispiaciuto al non potersi avvicinare ai sacramenti. Più che altro sono alla ricerca di nuovi amori, oppure li hanno già trovati.