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CANCELLIERI/ Rischio dimissioni: la telefonata a favore di Giulia Ligresti

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Adesso il ministro degli interni Anna Maria Cancellieri rischia di dover dare le dimissioni. Resa nota da alcuni quotidiani, la sua telefonata a favore di Giulia Ligresti infatti potrebbe costarle a cara. I fatti: il ministro avrebbe parlato al telefono con Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti, rassicurandola che qualunque cosa potesse fare a favore di Giulia Ligresti, incarcerata, l'avrebbe fatta: ”Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare conta su di me, non lo so cosa possa fare però guarda son veramente dispiaciuta”. Come si sa i Ligresti mesi fa finirono tutti in carcere per vari capi di accusa, tranne un figlio maschio che si trovava in Svizzera da cui non è più rientrato. Poi vennero scarcerati e messi agli arresti domiciliari. Il ministro non ha negato la telefonata e il suo contenuto, dicendo di averla fatta per motivi umanitari, ma ovviamente le polemiche si sono alzate: perché assicurare favori a un potente quando migliaia di persone si trovano in carcere senza che nessun ministro si occupi di loro? E comunque, è giusto che un ministro degli interni rassicuri favori a qualunque carcerato? Il Movimento cinque stelle ha chiesto le dimissioni del ministro, poi dal Pd arrivano indiscrezioni secondo cui il ministro meriterebbe di andare via. Ha detto infatti il deputato Pd Ernesto Carbone: “Se ciò che viene riportato oggi dagli organi di stampa trovasse conferme, ritengo francamente che il ministro Cancellieri dovrebbe fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni”. La Cancellieri ribadisce che la sua preoccupazione era che Giulia Ligresti potesse compiere gesti "autolesivi". Ha poi inviato una lettera ai capigruppo in Parlamento in cui dice che è sempre stata vicina e impegnata a favore dei detenuti. Dice poi di aver sempre segnalato casi analoghi ai penitenziari qualora ne fosse venuta a conoscenza, per evitare gesti estremi dei carcerati. Concludendo così: "Non c’è stata, quindi, né poteva esserci alcuna interferenza con le decisioni degli Organi giudiziari. Nella mia comunicazione al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non vi è stato nel modo più assoluto, come ampiamente dimostrato, alcun riferimento a possibili iniziative finalizzate alla eventuale scarcerazione della Ligresti. Naturalmente sono pronta a riferire in Parlamento, ove richiesta, per poter dare ogni chiarimento che si rendesse necessario”.



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