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PAPA FRANCESCO/ Angelus da piazza San Pietro: i Santi non sono super uomini, sono come noi

I Santi non sono "super uomini”, ma sono come noi, persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale. Lo ha detto Papa Francesco durante l'Angelus di oggi

Papa Francesco (InfoPhoto) Papa Francesco (InfoPhoto)

I Santi non sono nati perfetti, “non sono super uomini”, ma “sono come noi, come ognuno di noi, persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze". Lo ha detto oggi Papa Francesco, durante la recita dell’Angelus da piazza San Pietro nella Solennità di Ognissanti. I Santi, definiti dal Pontefice “gli amici di Dio”, nella loro esistenza terrena “hanno vissuto in comunione profonda con Dio, tanto da diventare simili a Lui. Nel volto dei fratelli più piccoli e disprezzati hanno veduto il volto di Dio, e ora lo contemplano faccia a faccia nella sua bellezza gloriosa”. Ciò che differenzia i Santi dal resto dell’umanità, ha quindi spiegato Jorge Bergoglio, è che quando loro hanno conosciuto l'amore di Dio “lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni o ipocrisie; hanno speso la loro vita al servizio degli altri, hanno sopportato sofferenze e avversità, senza odiare e rispondendo al male con il bene, diffondendo gioia e pace". E’ per questo che "essere santi non è un privilegio di pochi ma è una vocazione per tutti", perché i santi sono “uomini e donne che hanno la gioia nel cuore e la trasmettono agli altri". Il Papa però aggiunge che i Santi “mai hanno odiato”, perché “l'amore deriva da Dio, l'odio dal diavolo: i Santi si sono allontanati dal diavolo”. Quindi “siamo tutti chiamati a camminare sulla via della santità, e questa via ha un nome, un volto: Gesu` Cristo. Lui nel Vangelo ci mostra la strada: quella delle Beatitudini”. Il Regno dei cieli, ha osservato il Pontefice, “e` per quanti non pongono la loro sicurezza nelle cose, ma nell’amore di Dio; per quanti hanno un cuore semplice, umile, non presumono di essere giusti e non giudicano gli altri, quanti sanno soffrire con chi soffre e gioire con chi gioisce, non sono violenti ma misericordiosi e cercano di essere artefici di riconciliazione e di pace”. Il Santo Padre ha quindi chiesto: "Che cosa ci dicono i santi, oggi? Ci dicono: fidatevi del Signore perché Lui non delude, è un nostro amico e non delude mai. Con la loro testimonianza, ci incoraggiano a non avere paura ed andare controcorrente o di essere incompresi e derisi quando parliamo di Gesù e del Vangelo. Ci dimostrano con la loro vita che chi rimane fedele a Dio e alla sua Parola sperimenta già su questa Terra il conforto del suo amore e il centuplo nell'eternità". E’ la Chiesa che, “con sapienza”, “ha posto in stretta sequenza la festa di tutti i Santi e la commemorazione di tutti i fedeli defunti: alla nostra preghiera di lode a Dio e di venerazione degli spiriti beati, ci unisce l'orazione di suffragio per quanti ci hanno preceduto nel passaggio da questo mondo alla vita eterna", ha detto il Papa. Ricordando che oggi pomeriggio sarà al cimitero del Verano per celebrare la Santa Messa, Papa Francesco ha augurato a tutti i presenti “una buona festa di Tutti i Santi. Buon pranzo e arrivederci!”.

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