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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 1 novembre, si festeggia San Cesario di Terracina

Il 1° novembre, giorno in cui la Chiesa commemora Tutti i Santi, ecco la vicenda di San Cesario di Terracina, diacono e martire morto nel 107 sotto Lussurio

San Cesario di TerracinaSan Cesario di Terracina

Tra i santi celebrati il 1° di novembre, una menzione del tutto particolare spetta a San Cesario (o Cesareo) di Terracina. Nato a Cartagine, in Africa settentrionale, nell’84 d.C., da un mercenario e da una nobildonna, entrambi facenti parte della Gens Julia, fu chiamato Cesario in segno di devozione a Giulio Cesare. La colonia che prosperava a Cartagine, traeva grande profitto dal collegamento e dall'alleanza con Roma imperiale e il bimbo, nato come figlio unico, si trovava nella condizione di poter ereditare una cospicua eredità, senza alcuna necessità di dividerla o frazionarla. Quando anche la zona di Cartagine divenne oggetto di fervente predicazione da parte degli apostoli di Gesù, la sua famiglia decise di convertirsi al cristianesimo, dal quale il giovane Cesario rimase enormemente affascinato.Decise perciò di fare voto di diaconato, con il compito di diventare servitore di Dio, missione che assolse con una incessante opera tesa a formare comunità cristiane caratterizzate da amore e libertà. In ossequio a questa visione, decise di rinunciare alle ricchezze cui avrebbe avuto diritto per dedicarsi all'evangelizzazione. Aveva ormai superato la fase dell'adolescenza, quando decise di recarsi a Roma, ove il cristianesimo era ancora illegale. La nave su cui si era imbarcato, però, fu costretta al naufragio nei pressi di Terracina, ove Cesario decise di rimanere mentre i suoi compagni di viaggio si dirigevano verso la capitale dell'impero. A spingerlo alla decisione, fu non solo la bellezza della zona, ma anche il netto divario subito evidente tra ricchi e indigenti.

Decise perciò di dedicarsi proprio alla parte più povera della popolazione, insieme a Giuliano, un prete che divenne suo grande amico oltre che maestro spirituale. Insieme furono accolti nella comunità cristiana che si era raccolta intorno a Epafrodito, il primo vescovo di Terracina. Proprio in quel periodo Domitilla, la nipote di Vespasiano, convertitasi al cristianesimo fu martirizzata a causa della sua decisione di non sacrificare lo stato virginale, venendo arsa viva insieme a Teodora ed Eufrosina, che avevano condiviso la sua decisione.

Quando il giorno successivo Cesario si recò in visita alla loro stanza, constatò con stupore che il corpo delle ragazze, in posizione di preghiera, non era stato arso dal fuoco e fu aiutato da altri cristiani a prelevare le spoglie dando loro degna sepoltura.Il suo operato e la sua opposizione ai sacrifici umani al fine di propiziare la benevolenza delle divinità pagane come Apollo, ebbero ben presto conseguenze funeste per Cesario, il quale fu incarcerato per ordine di Firmino, il pontefice di Terracina incaricato di sovrintendere al sacrificio umano, insieme a Giuliano. Rinchiusi in una cella, furono fatti oggetto a percosse dovute al loro proclamarsi seguaci del cristianesimo, che però non scoraggiarono Cesario, il quale decise di portare la parola di Cristo anche a chi sembrava totalmente refrattario ad accoglierla, riuscendo a convincere molti compagni di cella a convertirsi e battezzarsi. Dopo otto giorni, ebbe inizio il suo processo, per il quale il console Leonzio dette ordine di trasportarlo al Foro Emiliano.