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SPILLO/ Cosa si nasconde dietro la "lotta alla povertà" di Bill Gates?

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Bill Gates (Infophoto)  Bill Gates (Infophoto)

Per completezza e per non ricascare in un’altra santificazione, non si può nascondere però che ciò che Gates ha in mente per aiutare i bambini che soffrono la fame esprime una cultura altrettanto tecnocratica di quella dei sostenitori della magia della rete. La Bill & Melinda Gates Foundation propone, tra altre cose, la notoria terapia malthusiana che consiste nella riduzione drastica della presenza umana sulla Terra, da raggiungere attraverso la semplificazione tecnica e diffusione capillare dell’aborto oltre che attraverso la contraccezione. È poco noto che esistono dei significativi legami familiari: il padre di Gates, un importante avvocato, ha avuto per anni un ruolo di grande rilievo in Planned Parenthood, la potente lobby la cui attività e la cui storia sono risapute.

Dunque la proposta di Gates sotto questo profilo consiste in quel curioso cortocircuito mentale e morale che afferma che per risolvere la povertà, la strada è eliminare i poveri. Inoltre, dato che tutti questi uomini di troppo rovinano l’ecosistema, più al fondo ancora c’è la scadente ma ormai diffusa ideologia che afferma la fondamentale negatività della presenza umana sulla Terra; anzi il primato di quest’ultima, che è tornata ad essere la divinità indiscussa della preistoria, sull’uomo.

Gates come i suoi contendenti condividono la stessa dottrina tecnocratica, anche se divergono sulle priorità e sulla maniera migliore di implementare il radioso domani. Resta opportuna, allora, una salutare diffidenza e un’accurata informazione, prima di abbeverarsi alle narrazioni divergenti della sacrosanta lotta alla povertà; o della redenzione, politica, morale o addirittura biologica, consentita da internet.

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