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IL CASO/ Dalle madri tigri ai genitori elicotteri, tutti i modi per "perdere" un figlio

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I genitori raccolgono ciò che seminano, questo lo strano e forse provocatorio titolo di una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista Social Psychological and Personality e condotta dalla professoressa Claire Ashton-James per la VU University di Amsterdam, Dipartimento di Psicologia ed Educazione. Il bimbo-centrismo e il benessere di genitori, questa è la seconda parte del titolo dell'articolo che ripropone con chiarezza la questione se la famiglia debba essere o no figlio-centrica. Ovviamente, lo studio propende per una risposta positiva. Secondo l'analisi di 322 genitori risulta infatti che i genitori più centrati sui figli risultano i più felici e i più soddisfatti della loro vita.

Non credo valga qui la pena analizzare a fondo lo studio, esaminare con attenzione secondo quali parametri sia stata misurata la felicità e quale sia l'attendibilità reale dei dati. Risulta interessante piuttosto soffermarci sul clamore internazionale che ha suscitato la pubblicazione, tanto da apparire in numerosi siti e lanci d'agenzia. Come dire che la questione su come si debba essere genitori oggi continua a interessare e suscitare dibattito. I modelli parentali saltati alla ribalta negli ultimi anni sono infatti molteplici, andiamo dai genitori elicottero (quelli che ronzano costantemente sui figli frenando il costituirsi di una progressiva autonomia), alle madri tigri (che si attendono risultati eccezionali, senza accontentarsi di nulla di meno), dai genitori che si dedicano a una "coltivazione militata" (quelli che affastellano il tempo libero dei figli con attività extrascolastiche per fornire loro un vantaggio competitivo sui loro coetanei), ai cosiddetti genitori del "piccolo imperatore" (che lo riempiono di doni e oggetti fino a inibirne ogni domanda). Tutti modelli decisamente figlio-centrici.

Inequivocabilmente nel corso del Novecento l'attenzione si è sempre più spostata sull'asse genitore-figlio, nel suo particolarizzarsi soprattutto su madre-figlio, abbandonando l'asse originale costituito da madre-padre, anzi sposo-sposa, uomo-donna. Eppure è proprio da qui che bisogna ripartire, da quel nucleo originale che preesisteva la generazione del figlio. I figli sono ospiti in una casa, arrivano dopo che i due l'hanno costituita, e si innestano su un rapporto che li precede; non va dimenticato. I bambini sono rapporto con un rapporto ed è con questo che devono misurarsi, proprio nei termini di prendere le misure, sapere fin dove spingersi, arrestarsi al punto giusto e osare quando conviene. 

Troppo spesso incontro genitori prede di bambini tiranni, genitori in difficoltà con le loro continue pretese; ma questi bambini sono stati messi nel posto del tiranno, il posto di un soggetto che ha smesso di domandare dentro un rapporto reciprocamente vantaggioso e ha iniziato a comandare. 


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