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Cronaca

IL CASO/ Uccisa al nono mese di gravidanza: il risarcimento lo deve pagare la Presidenza del consiglio

Lo Stato italiano colpevole di non aver obbedito alla normativa europea sul risarcimento alle vittime di reati nel caso i colpevoli non siano in grado di pagare quanto dovuto

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Esiste una direttiva europea molto chiara, la numero 80 del 2004 che stabilisce che, in caso un condannato non sia in grado di pagare il risarcimento dovuto con sentenza del tribunale, a provvedere a tale risarcimento dovrà essere lo Stato dove la vittima è residente. Il caso di Lucio Niero, condannato a trenta anni di reclusione per aver ucciso Jennifer Zacconi, incinta di nove mesi, ricade esattamente sotto a questa normativa. Il tribunale infatti aveva condannato il Niero a pagare un risarcimento di 80mila euro alla madre di Jennifer, ma l'uomo aveva dichiarato di non essere in grado di farlo. Inoltre era stato condannato a pagare altri 85mila euro a diversi altri parenti della giovane che a solo 22 anni e dopo aver avuto una relazione con l'assassino tanto da aver avuto un figlio insieme, era stata uccisa e sepolta in una buca. Data la situazione, la mamma di Jessica e i suoi legali sono riusciti a far condannare la Presidenza del consiglio dei ministri e il Ministero della giustizia al risarcimento, dato che non avevano eseguito quanto chiede la direttiva europea. Il tribunale ha condannato al risarcimento però la sola Presidenza e non il ministero in quanto solo alla Presidenza tocca "la responsabilità per l'attuazione degli impegni assunti nell'ambito dell'Unione europea". Ecco come si conclude il testo della sentenza: "In conclusione lo Stato italiano non ha dato completa attuazione alla direttiva 2004/80/Ce non colmando i vuoti di tutela delle vittime di reati violenti intenzionali".

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