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SIGARETTE ELETTRONICHE/ Via il divieto, si può tornare a "svapare" nei luoghi pubblici

Dopo i primi divieti, la sigaretta elettronica si potrà nuovamente fumare nei luoghi pubblici come uffici, cinema e ristoranti, ma non nelle scuole. E' stato deciso con il decreto Istruzione

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Dopo i primi divieti, la sigaretta elettronica potrà nuovamente essere fumata nei luoghi pubblici come uffici, cinema e ristoranti, ma non nelle scuole. Con il decreto Istruzione, convertito in legge nei giorni scorsi, si è deciso infatti di stralciare l’ultima parte del comma 10-bis dell’articolo 51 della legge Sirchia, eliminando in parte le norme “in materia di tutela della salute dei non fumatori” applicate anche alle e-cig. Di fatto, quindi, adesso sarà possibile tornare a “svapare” nei luoghi pubblici. Numerose le polemiche, a cominciare proprio dall’ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia, il quale si è detto “sorpreso” dalla decisione presa: “Prima una tassazione fuori misura e adesso quello che sembra una sorta di compensazione – ha detto - sembra una gara a chi fa peggio. È un cattivo provvedimento, non certo mirato alla salute pubblica, anche nella parte che riguarda la liberalizzazione della pubblicità. Non è certo una immagine edificante quella di una persona che fuma, anche se si tratta di una sigaretta finta. È una brutta immagine”. Eppure, come ha spiegato all’Ansa il presidente della commissione Cultura della Camera, Giancarlo Galan (Pdl), autore dell’emendamento al decreto Istruzione, "non si tratta di una svista, ma della correzione di un eccesso di proibizione”. L’emendamento infatti, ha aggiunto Galan, "voleva correggere una situazione venutasi a creare con il decreto di luglio che era eccessivamente restrittivo e per esempio proibiva di fatto la pubblicità persino sulle vetrine dei negozi che vendono le sigarette elettroniche. Le norme erano più restrittive di quelle per il tabacco e il testo, che è stato riformulato tre volte, originariamente chiedeva semplicemente l’equiparazione delle sigarette elettroniche con quelle tradizionali".

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