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LA STORIA/ Antonio (carcerato): vedere mia moglie con i calli alle mani mi ha fatto "ricredere"...

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A proposito del reinserimento in società da lei anticipato, immaginiamo tutte le difficoltà e la diffidenza della genteUno scontro tra accoglienza ed emarginazione. Io personalmente non ho avuto problemi: dove lavoro io non sanno del mio passato per cui non potrei dare una risposta nel merito. Dove ho lavorato prima, in una cooperativa sociale di ragazzi disabili, sapevano benissimo della mia vecchia condizione, ma sono stato accolto e accettato benissimo soprattutto dai ragazzi con grande gioia, amore e amicizia.

Lei aveva scritto una lettera ai giornali per sensibilizzare la classe politica, invocando interventi reali e concreti. Io di carcere ne ho fatto tanto e ne ho sentiti fin troppi di uomini politici che venivano a San Vittore o in altri posti a recitare lo stesso copione. Tutti dicono le stesse cose e promettono promettono…

Ma poi... Quando cala il sipario tutte le parole finiscono nel dimenticatoio. È solo demagogia. È  inutile dire – per cercare di accalappiare voti – che bisogna aumentare le forze dell’ordine per dare sicurezza ai cittadini; tu togli sicurezza ai cittadini quando fai in modo che chi esce dal carcere non abbia alcuna possibilità di reinserirsi ed essere accettato come essere umano. Se non si batte la strada dell’integrazione è tutto inutile: si tratterebbe solamente di palliativi adottati dal governo per non venire multati dall’Europa. Bisogna creare il terreno per fare in modo che almeno una parte la smetta di delinquere.

Secondo alcune rilevazioni, la stragrande maggioranza degli italiani sarebbe contro a un provvedimento svuota-carceri. Perché secondo lei? La gente reagisce male per svariate ragioni: per la situazione politica, per la crisi economica, per l’allarme sociale che c’è, per l’immigrazione e per i reati commessi da stranieri. La popolazione è stufa e allarmata. 

Ma è condivisibile come cosa o è comunque esagerato questo sentimento? È certamente estremizzato. È giusto concedere l’amnistia e l’indulto. La gente deve capire che solo così si riuscirà a vivere forse  un attimo meglio. Ripeto: ci vuole che la gente cambi. Non bisogna mettere fuori dal balcone la bandiera della pace e poi spararsi da un  balcone all’altro… 

(Fabio Franchini)


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