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ISRAELE/ Morire a 18 anni su un bus: cosa può fare una divisa "macchiata" dall'odio

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Che portavi con orgoglio, certo, ma sapendo che in suo nome si era ucciso, da troppi anni. E’ la guerra, ci sei nato, in guerra, nella paura, nell’incertezza sul domani che verrà. Che fare altrimenti, se non resistere, difendersi? Forse le tue decisioni sarebbero state diverse da quelle dei capi del tuo paese, forse non ti piacevano i raid e la morte di tanti civili, ma che fare? C’erano altre soluzioni? Quanti ne hai visti e  sentiti di compagni saltati in aria per una bomba?

Ragazzo cresciuto troppo in fretta, che sentivi il peso e la responsabilità di quella divisa. Sapevi che non ce l’avresti fatta, e non sentivi neanche dolore, ma un male più profondo, più grande. Perché a te? Non c’è risposta, lo sai. Perché, quest’odio? Perché si butta la vita a sedici anni per poter vantarsi di aver ucciso un ebreo? Che pensava di ottenere, quel ragazzino palestinese, la gloria, il plauso dei suoi, l’eternità?

Nella tua religione la Legge è chiara: uccidere è peccato. Eppure avresti ucciso anche tu, se te l’avessero comandato, se ti fossi trovato in mezzo a una sparatoria. Avresti colpito anche a freddo, come un cecchino? Forse sì. Avresti colpito senza un motivo, solo per uccidere un nemico che non poteva fare del male, che non aveva armi, che stava pensando alla famiglia e alla ragazza, senza odiare proprio nessuno? No, non l’avresti fatto. Né per soldi, né per appartenenza a un esercito clandestino, né per un atto dimostrativo.

Hussein non ha sconfitto l‘esercito israeliano. Ha distrutto la sua anima, ha perso qualsiasi sogno di felicità. Ha macchiato l’onore della sua gente, accresciuto la sua disperazione. L’Inferno per chi muove un ragazzino a questo abisso.

A te, ragazzo con la divisa, arrivederci. A te che non volevi essere un eroe, non si dica che la tua morte sarà vendicata. E neppure che aprirà la porta della consapevolezza, del dialogo, della pace. Sai bene che non sarà così, che in quella terra benedetta di sangue ne scorrerà ancora. Ma che la tua vita non è stata vana, questo lo sai. Sei nato fidandoti di una promessa, e Dio non può mancarla. Sei stato scelto, per far parte del suo popolo. Tutti noi che siamo popolo di Dio ti piangiamo come un giovane fratello.



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