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Cronaca

BAMBINA A COPPIA GAY/ C'è un'ideologia dei diritti che non si ferma davanti a nulla

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E' stata stravolta l'esperienza di libertà. Mi spiego: la libertà viene portata avanti come se fosse un fattore indipendente da tanti altri fattori che governano il mare dell'esistenza. Bisogna rispettare la libertà di queste due persone di convivere (hanno tutto il diritto di farlo), ma non bisogna mettere in secondo piano altri aspetti fondamentali, soprattutto quando ci sono in gioco i bambini e il loro diritto non di avere genericamente chi si prende cura di loro, ma di avere un padre e di una madre; per questo sono stati chiusi gli istituti e si cerca di incentivare l'affido familiare soprattutto per i bambini piccoli. In più…

 

A lei.

Oltre a questo falso concetto di libertà, c'è l'enfatizzazione di un diritto soggettivo che può addirittura mettere in discussione altri diritti oggettivi. Il diritto soggettivo ad amare chi si vuole è visto scisso da altri diritti oggettivi quali il bisogno per un bambino di crescere all'interno di una famiglia frutto di un amore coniugale di un uomo e di una donna. Ne abbiamo tutti bisogno, proprio per come siamo fatti. Solo stando dentro a un ambito naturale da grandi possiamo avere i criteri per giudicare e rispettare chi fa anche un altro tipo di scelta.

 

Il tutto deve essere sempre fatto nell'ottica di recare benessere al bambino. "Meglio essere affidato, anche a una coppia omosessuale, che rimanere in istituto" è d'accordo?

Innanzitutto, io sono contrario al fatto che i bambini piccoli stiano in istituto; quando ero all'Osservatorio nazionale dell'infanzia e dell'adolescenza sono stato proprio io a presiedere il comitato di lavoro di chiusura degli istituti. Gli istituti, per legge, dovrebbero essere già chiusi. Mi risulta che in Italia vi siano migliaia di famiglie che fanno domanda di affido e di adozione. Per cui nessuno può dire "abbiamo fatto questa scelta perché non ne avevamo altre"…

 

Non condivide dunque appieno la decisione del Tribunale dei minori di Bologna.

Non ho letto la sentenza ma mi sembra che sia stata una scelta ideologica fatta proprio in modo forse un po' provocatorio. Perché non ci credo che i servizi sociali di Bologna non abbiano trovato delle famiglie disposte all'affido e all'adozione. Per esempio potevano rivolgersi a noi di "Ca' Edimar" e noi una famiglia gliel'avremmo trovata.

 

Lei che vive una casa famiglia e conosce benissimo il mondo dell'affidamento, quale deve essere l'ambiente perfetto per garantire il benessere nella crescita di un minore?


COMMENTI
16/11/2013 - Genitori 1 e 2 (Duilio Sala)

Ma pensiamo davvero che questa bambina (sarei tentato di dire "povera bambina" ma non è " politically correct ") non sentirà mai la mancanza di una mamma (Intendo una mamma di sesso femminile) ? Alla mia veneranda età ricordo ancora le tenerezze di mia mamma ( e i suoi rimproveri)! Per me quello che ha fatto quel giudice e' una cosa aberrante!

 
16/11/2013 - scelta ideologica (Enzo Bezzi)

Penso proprio che a Bologna sia stata fatta una scelta "...un po' provocatoria". L'ideologia ha vinto. Quella bambina di tre anni non potrà vivere e crescere in un ambiente famigliare che ha un padre e una madre capaci di introdurla alla bellezza della vita. Perchè due adulti che si prendono cura di un bambino non sono come un padre e una madre che vivono l'amore coniugale e una vita famigliare fatta secondo natura: uomo e donna. Enzo