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BAMBINA A COPPIA GAY/ C'è un'ideologia dei diritti che non si ferma davanti a nulla

Pubblicazione:sabato 16 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 16 novembre 2013, 11.36

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Il tribunale dei minori di Bologna ha dato in affidamento una bambina di tre anni a una coppia di omosessuali ritenuta ''stabile e affidabile''; la procura era contraria. L'orientamento sessuale della coppia non ha pesato: non vi è dunque stato motivo per negare l'affido. E' Ugo Pastore, responsabile dei minori dell'Emilia Romagna, a spiegare come i due uomini (di mezza età) siano stati considerati come due individui singoli. Si tratta di un tema che ha sempre acceso grandi dibattiti e questa scelta farà certamente parlare.

Per cercare di conoscere meglio il mondo degli affidamenti abbiamo contattato Mario Dupuis, fondatore del Centro di accoglienza per minori ''Ca' Edimar'' di Padova.

 

Il tribunale del minori di Bologna ha dato in affidamento una bimba di tre anni a una coppia omosessuale. Cosa ne pensa?

Io penso che ogni bambino abbia, senza dubbio, il bisogno di incontrare degli adulti che possano essere significativi per la sua vita. Non ho nessuna ragione per dire che queste due persone non abbiano una passione educativa, una capacità di cura e una capacità di accoglienza, tanto è vero che la legge sull'affido prevede che l'affido sia dato anche a una singola persona. La cosa che non mi va a genio è un'altra...

 

Quale?

La cosa che non mi trova d'accordo è il fatto che questi due uomini per il fatto di stare insieme perché si vogliono bene – e io non posso che rispettare ciò - credono forse di poter dare a questa bambina non solo la propria figura adulta, ma anche una vita famigliare. Perché la vita famigliare è fatta secondo natura: uomo e donna. Quindi…

 

Prego.

Non giudico la capacità educativa dei due singoli né entro nel merito dei diritti delle coppie omosessuali. Però, ripeto, l'esperienza primordiale di coppia in cui un bambino deve crescere non può che essere quella fissata dalla natura umana.

 

Secondo lei in un ambiente del genere si possono verificare conseguenze negative sulla crescita della bambina. Mancanze?

Quello che mancherebbe a questa bambina è il fatto di vivere in un luogo familiare nella norma che le permetta di assimilare nella sua vita il valore della famiglia e del matrimonio tra un uomo e una donna che genera a sua volta altre vite. Perché solo quando sarà grande potrà rispettare anche due persone dello stesso sesso che decidono di stare insieme, in quanto avrà criteri per giudicare, per ragionare e per rispettare. Una bambina piccola ha il diritto di incontrare la realtà secondo la legge naturale, quella di una famiglia fatta da un uomo e da una donna, perciò di un padre e di una madre.

 

Venti o trenta anni fa una cosa del genere non era possibile. Cosa è cambiato?


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COMMENTI
16/11/2013 - Genitori 1 e 2 (Duilio Sala)

Ma pensiamo davvero che questa bambina (sarei tentato di dire "povera bambina" ma non è " politically correct ") non sentirà mai la mancanza di una mamma (Intendo una mamma di sesso femminile) ? Alla mia veneranda età ricordo ancora le tenerezze di mia mamma ( e i suoi rimproveri)! Per me quello che ha fatto quel giudice e' una cosa aberrante!

 
16/11/2013 - scelta ideologica (Enzo Bezzi)

Penso proprio che a Bologna sia stata fatta una scelta "...un po' provocatoria". L'ideologia ha vinto. Quella bambina di tre anni non potrà vivere e crescere in un ambiente famigliare che ha un padre e una madre capaci di introdurla alla bellezza della vita. Perchè due adulti che si prendono cura di un bambino non sono come un padre e una madre che vivono l'amore coniugale e una vita famigliare fatta secondo natura: uomo e donna. Enzo