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IL CASO/ Rose Busingye: manca un adulto "vero" alle ragazze-doccia e ai Paolini-Boys

Pubblicazione:domenica 17 novembre 2013

Gabriele Paolini (Infophoto) Gabriele Paolini (Infophoto)

Caro direttore,
che colpo aver saputo di quelle minorenni romane scoperte a vendere i loro corpi in cambio di soldi e droga. O anche di quei ragazzi che si prostituivano con quel personaggio noto per le sue birichinate in tv. Io, però, non darei la colpa a quei ragazzi. La darei piuttosto ai loro educatori. In casi come questi, infatti, quella che viene messa fortemente in crisi è l'educazione, sono gli educatori. Cominciando dai genitori, passando per la scuola, dagli adulti in genere, per finire alla mentalità che ci circonda. Quella da cui attingono anche quei ragazzi, che è tutto ciò che li educa. 

L'ambiente che ci circonda infatti è lo strumento che ci educa a capire che cosa siamo. Oggi invece tra gli educatori c'è una grande ignoranza, una grande difficoltà a capire cosa c'è in gioco nella vita. È l'educatore che aiuta il giovane a capire cos'è la vita. Per questo dico che quelli che sono in crisi, oggi, sono gli educatori. Se un ragazzo capisce che la vita ha un valore, non la spreca; se uno crede invece di non aver alcun valore, tratta se stesso come una cosa che può usare, che può buttare. 

Ciò che manca oggi è proprio l'educazione. Perfino in Africa quello che manca non è anzitutto il pane, ma educatori, persone che aiutino a capire cos'è la vita, qual è il valore della vita. È così grande l'ignoranza tra gli educatori che mette paura. Perché questa ignoranza distrugge la vita. Quello che manca è sapere che cosa costruisce la vita, cioè qual è il significato della vita. Ma se non conosco la mia vita, non posso conoscere nemmeno la vita dell'altro. Se non so il valore di una pianta, non posso proteggerla; se non so qual è il mio valore, non posso sapere che la pianta ha un valore e mi serve, è utile. 

Quello che mi ha sempre interessato è che qualcuno mi spiegasse il significato delle cose, che cos'è la realtà e chi sono io. Questa è la cosa più urgente, specialmente per i giovani. Che però si scontra contro l'ignoranza degli educatori, di chi dovrebbe aiutarli a fare questa scoperta. Non ci si può scandalizzare per il fatto che quelle ragazze vendono i loro corpi: non sanno neanche cos'è il loro corpo! Devono capire cos'è la vita nella sua interezza. Altrimenti trattano il loro corpo come una palla da gioco. 

Anche i miei ragazzi avevano cominciato a giocare con la vita, prima con l'alcool poi con la droga. Ma da quando hanno capito qual è il significato della loro vita, che la vita ha un valore, la difendono e difendono anche quella dei loro amici. 


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