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NO TAV/ La foto della manifestante che bacia il poliziotto: volevo provocarlo

Pubblicazione:lunedì 18 novembre 2013

Foto InfoPhoto Foto InfoPhoto

Altro che bacio di pace, fratellanza e simbolo della non violenza come ieri tutti i quotidiani online avevano descritto la foto di una militante no tav che baciava dietro la visiera un poliziotto anti sommossa. Dopo il noto filmato di qualche mese fa in cui un militante sempre no tav insultava e provocava un poliziotto che rimaneva immobile senza reagire, questa foto sembrava invece comunicare l'opposto: un bel gesto per dire non usiamoci violenza. Si scopre invece che le intenzioni della militante erano l'opposto, lo ha detto lei stessa con alcuni post su twitter e parlando a La Stampa: volevo provocare il poliziotto. Insomma un gesto offensivo e come quasi sempre con gli antagonisti dei centri sociali che militano nelle file dei no tav di provocazione verso le forze dell'ordine che difendono i lavoratori impegnati a costruite la line ferroviaria. Lui, il poliziotto, ha 25 anni, è siciliano e lavora a Torino. Lei, Nina De Chiffre, ha 20 anni e vive a Milano. Commenta il capo della squadra del poliziotto coinvolto nella provocazione: "E’ stato un gesto fondamentalmente ostile, e che quasi rasenta un reato penale, oltraggio a pubblico ufficiale. Il collega ha mantenuto i nervi saldi, è stato ineccepibile sul piano professionale, nessuno di noi cade in questi equivoci". Altre ragazze, racconta sempre il capo squadra, avevano leccato la visiera di altri poliziotti, sempre con intenzioni provocatorie. Ed ecco le parole della militante provocatrice, attivista del collettivo milanese Remake: "Ci sono due cose che vorrei subito chiarire. Quella foto non è stata assolutamente organizzata ad arte, come molti hanno insinuato. Il fotografo ha solamente avuto fortuna. Ma soprattutto: il mio intento non era quello di lanciare un messaggio di pace alle forze dell’ordine. Al contrario: volevo ridicolizzare i poliziotti. Volevo metterli in imbarazzo: volevo prenderli in giro. Direi che ci sono riuscita". Lo ha raccontato lei al quotidiano La Stampa: negli occhi di quell'agente, dice ancora, ho visto il panico ed era quello che volevo ottenere. 



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