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ROBERTA RAGUSA/ Il criminologo: il testimone che l’ha vista a Cannes “aiuta” Antonio Logli

Pubblicazione:martedì 19 novembre 2013

Roberta Ragusa Roberta Ragusa

No, io propendo per l’ipotesi di un allontanamento volontario, non c’è nessun elemento che possa far pensare a un rapimento. Una tranquilla madre di famiglia, che non ha altre relazioni affettive note né una situazione lavorativa o debitoria complessa, se si allontana da casa lo fa volontariamente. Ormai è passato del tempo e non sono mai emerse delle piste relative a un possibile rapimento.

 

Lei che cosa ne pensa del fatto che un testimone veda Roberta Ragusa nel gennaio 2012, la riconosca e attenda un anno e mezzo prima di segnalarlo alle autorità?

Questo sicuramente è un fatto un po’ anomalo. Stiamo parlando però di un incontro avvenuto in Francia, cioè all’estero, dove il clamore mediatico legato a questa sparizione può essere passato meno. Uno può quindi rivedere la notizia sulle indagini molto più tardi, ripensare a quel fatto e decidere di parlarne.

 

Quindi è giusto che gli investigatori seguano questa traccia?

L’autorità inquirente dovrà verificare che si tratti di un testimone attendibile, di mitomani ce ne sono in giro molti e il viso di Roberta Ragusa non è così fuori dal comune da non poter essere scambiato per quello di qualsiasi altra persona. In teoria però non vedo perché non sia una pista da seguire. Per ora è un’ipotesi anche più attendibile dell’omicidio perfetto fatto dal marito non si capisce bene in che modo. Tracce non ne sono state trovate anche se la sparizione di Roberta Ragusa è avvenuta alcuni anni fa. Tutto ciò che va nella direzione di una scomparsa volontaria va dunque vagliato con attenzione.

 

Quindi quelle sulla colpevolezza del marito sarebbero solo ipotesi campate per aria?

Al momento non abbiamo avuto nemmeno l’interrogatorio. Certamente uno che si sveglia la mattina e non trovando più la moglie dice: “È la cosa più normale di questo mondo”, è un soggetto abbastanza anomalo. Si tratta di una personalità anaffettiva, incapace cioè di provare emozioni, il suo rapporto con la moglie era più fiacco e freddo che conflittuale, ma elementi probatori precisi non ne sono emersi.

 

(Pietro Vernizzi)



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