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Cronaca

2 NOVEMBRE/ Il grande inganno laico della "festa della memoria"

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Cristo restituisce al nostro ricordo tutto lo spazio del Presente: è nel presente che noi dobbiamo guardare per sperimentare di nuovo l’Amore, non in un passato mitico di cui molte volte le nostre vite sono in barbaro ostaggio.

Il cristianesimo, in un mondo che demanda sempre al futuro la realizzazione di sé, e al passato la pienezza dell’Amore, ci sfida e ci provoca restituendoci il presente come spazio della nostra libertà, come luogo in cui – ancora oggi – è possibile e vivibile il Mistero dell’Amore. È questa la Memoria cristiana: impegno col Presente per scoprire, tra le pieghe del nostro quotidiano, quel Bene che il nostro cuore attende e che la morte non ci ha portato via. Essa, infatti, ci ha costretto paradossalmente a trovare la Sorgente di quel Bene per cogliere nei tratti di chi ci ha preceduto l’inizio della Festa, quella che Dio ha pensato per ogni presente della nostra vita.

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