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GIORNO DEI MORTI/ Festa in Messico, le radici della tradizione (2 novembre 2013)

Dopo la sera di Halloween e il giorno di Ognissanti, ecco il Giorno dei Morti. Ma come e dove è nata questa festività e soprattutto come viene vissuta in Messico dove ha la sua origine?

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GIORNO DEI MORTI: FESTA IN MESSICO, LE RADICI DELLA TRADIZIONE - Dopo il giorno di Ognissanti, il primo di Novembre, ecco il Giorno dei Morti. Se nella cultura europea è consuetudine andare in visita ai cimiteri per portare fiori i parenti che non ci sono più, ecco come in Messico invece, la festività sia affrontata in maniera ben diversa. Cambiano i toni: il 2 novembre non è per loro giorno di tristezza e di un ricordo che fa male, bensì occasione di gioia. È infatti diffusa la credenza che in questa occasione i morti facciano ritorno sulla terra per accettare le offerte dei vivi e per riabbracciare il calore dei proprio parenti. In generale, tutto il mese di novembre è un periodo di festa, in cui non c’è spazio per la malinconia. Allegria è la parola d’ordine. Per i defunti vengono preparate copiose portate di cibo a base di carne e fagioli, conditi da fuochi d’artificio, musica e fiumi d’alcol. Nelle domeniche denominate “domingos grandes”, le famiglie sono felici di poter accogliere simbolicamente gli ospiti. E si fa festa persino al cimitero, sulle tombe. Oltre ai fiori, birra e cibo in un banchetto al cui tavolo sono sedute idealmente le famiglie e i loro cari che non ci sono più. Ma facciamo un passo indietro: che cos’è il Giorno dei Morti? Il termine deriva dallo spagnolo “Día de los Muertos”, che indica una forma particolare di festa dei defunti tipica, come detto, della cultura messicana. Le celebrazioni hanno luogo l’uno e il due di novembre, ovvero i giorni in cui si celebrano le feste cristiane di'Ognissanti e della Commemorazione dei defunti. Venendo proprio alle nostre tradizioni, la Commemorazione dei defunti è una ricorrenza propria della Chiesa cattolica, anche se l'idea di ricordare i defunti nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava tutti i morti. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all'abate benedettino sant'Odilone di Cluny (X secolo): l’abate stabilì infatti che le campane dell'abbazia fossero fatte suonare dopo i vespri del 1 novembre proprio celebrare i morti; solo in un secondo momento quindi il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica.

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