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NO TAV/ Pittella: i violenti che hanno assaltato Letta sono "figli" dell’austerity

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La gente della Val di Susa che, legittimamente, protesta contro la Tav, effettivamente dovrebbe essere in grado di riconoscere quanti non provengono dal territorio e di isolarli, specialmente se sono armati. Tanto più che costoro screditano l’intero movimento e la loro causa.

 

Che rappresentanza politica hanno nel resto del mondo?

Non credo che si possa parlare di rappresentanza politica vera e propria. Non fanno neppure riferimento ad una cultura unitaria. Rappresentano, invece, una scheggia di quel puzzle di ideologie, posizioni e culture eterogenee che sono riconducibili all’essere sempre e comunque “anti” qualcosa. I violenti tra gli anti-Tav facilmente possono far parte della schiera di violenti degli anti-Euro o degli anti-Europa. Un tempo, si sarebbero definiti anarco- insurrezionalisti, ma anche questo termine, benché relativamente giovane, direi che è stato superato dagli eventi.

 

Fenomeni del genere sono rintracciabili in tutta Europa. Cos’hanno in comune?

Indubbiamente, l’aver subito le politiche di austerità. Il che, ovviamente, non giustifica minimamente la violenza. Occorre, tuttavia, ricordare che essa trova nel disagio sociale, nella crescente disoccupazione e nell’ampliamento della quota di emarginazione, il terreno di coltura ideale.

 

I violenti, spesso, provengono da famiglie benestanti.

Indubbiamente, l’”avanguardia” di questi movimento è costituita anche dai figli di papà. Tuttavia, se non ci fosse un simile malessere sociale, non avrebbero modo di strumentalizzare la rabbia dei propri compagni.

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
21/11/2013 - commento (francesco taddei)

ricominciamo col giustificare i violenti! la crisi,la guerra, san gennaro....che pena! ...che viltà!