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STATO-MAFIA/ Pellegrino: cosa c'entra Napolitano col maxiprocesso e col "teorema Buscetta"?

Pubblicazione:domenica 24 novembre 2013

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“Se io fossi stato al posto di Napolitano avrei invitato i magistrati a venire al Quirinale e avrei detto loro ciò che ritenevo opportuno dire. Un presidente della Repubblica non ha l’obbligo di dire ai pm tutto ciò di cui è a conoscenza, perché non può essere perseguito per falsa testimonianza”. Ad affermarlo è Giovanni Pellegrino, compagno di corrente di Napolitano dagli anni del Pci ed ex presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle stragi. Il presidente Napolitano ha scritto una lettera nella quale afferma che è disponibile a testimoniare di fronte ai giudici sulla trattativa Stato-mafia, ma chiede che “si valuti ulteriormente l’utilità del reale contributo che questa testimonianza potrebbe dare, tenuto conto delle limitate conoscenze sui fatti di cui al capitolato di prova”.

 

Pellegrino, che cosa ne pensa di questa vicenda dell’invito a Napolitano a comparire come testimone?

La deposizione del presidente della Repubblica come teste è prevista dal Codice di procedura penale, anche se questa norma non è mai stata applicata. A Cossiga fu chiesto di acconsentire a essere sentito in modo informale. La commissione d’inchiesta sul terrorismo e sulle stragi chiese inoltre di poter sentire Scalfaro sul caso Moro, dopo che il presidente della Repubblica nel ventennale della sua morte dichiarò che gli assassini dello statista Dc erano in galera, ma che probabilmente erano stati arrestati i colonnelli ma non i generali.

 

Lei che cosa avrebbe fatto al posto di Napolitano?

Se io fossi stato al posto di Napolitano avrei invitato i magistrati a venire al Quirinale e avrei detto loro ciò che ritenevo opportuno dire. Ma se fossi stato nei pm non avrei inserito Napolitano tra i testimoni, e se fossi stato nel giudice non lo avrei accettato nella lista.

 

Perché?

La testimonianza del presidente della Repubblica stride con il sistema istituzionale complessivo. Normalmente un testimone giura di dire la verità, e se chi lo sta ascoltando ha la sensazione che stia mentendo lo arresta in flagranza come falso testimone. Nel caso di Napolitano ciò non può avvenire, in quanto il presidente della Repubblica può essere incriminato solo per alto tradimento e attentato alla Costituzione. Sentirlo quindi come testimone mi sembra quindi abbastanza inutile, perché lui potrà dire quello che vuole e se i giudici penseranno che non stia dicendo la verità non gli potranno fare niente.

 

Secondo lei che cosa sa Napolitano della vicenda trattativa?

Questo bisognerebbe chiederlo al lui, tutt’al più le posso dire la mia opinione.

 

Prego…


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