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Cronaca

EVANGELII GAUDIUM/ Tutte le parole d'ordine di Francesco ai suoi "soldati semplici"

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

L'Esortazione rimane un vero e proprio documento dottrinale, anzi come è stato già scritto "la regola pastorale" di Bergoglio, eppure non perde la potenzialità sovversiva. Rivoluzionario? è la domanda ricorrente negli ultimi mesi. Non so se si possa arrivare a tanto. Sicuramente da oggi si può e si deve, senza alcuna prudenza, definirlo un Papa riformista. Tutta l'Evangelii gaudium è attraversata da un'ansia programmatica, che incoraggia linee e modalità concretissime di rinnovamento della Chiesa. La parola d'ordine per "i semplici soldati dello squadrone che continua a combattere" (Evg n. 96), di cui Francesco è il generale dalla strategia sicura, è "uscire fuori". 

Fuori dalla parrocchie asfittiche, fuori dal clericalismo velenoso, fuori dai moralismi indottrinanti, fuori dal "grigio pragmatismo" della quotidianità ecclesiale, fuori dagli schemi noiosi, fuori dalla tristezza individualistica, fuori da paure e tentennamenti, fuori dai condizionamenti istituzionali, fuori da un passato comodo e svilito, fuori da circoli elitari, fuori da una Chiesa "rinchiusa da un groviglio di ossessioni e procedimenti". 

Ma anche "uscire verso". Verso le periferie, verso il fango e le ferite del mondo, verso "una moltitudine affamata" di Cristo, verso gli esclusi e i lontani, verso gli scarti e i dimenticati, verso i poveri "categoria teologica prima che sociologica" (Evg n. 198). Se davvero di rivoluzione si deve parlare è quella della tenerezza l'unica della quale Francesco vuole essere interprete. Quella in cui l'annuncio del Vangelo risponde al diritto proprio di ogni uomo: partecipare ad un "banchetto desiderabile", essere oggetto della Misericordia di Dio, destinatario dell'amicizia di Cristo, terminale ultimo del suo amore infinito. Il Vangelo è per tutti, grida Francesco. L'obbligo morale del cristiano è portare la gioia dell'incontro con Gesù al mondo, mettersi in "stato permanente di missione". Unica condizione la conversione, un dinamismo di "uscita" da se stessi, verso Dio e gli altri. Nella certezza che il primato è della Grazia e l'iniziativa appartiene sempre a Dio. 

Non so se Francesco riuscirà a piegare la Chiesa recalcitrante al suo disegno profetico ed entusiasmante, ma leggere l'Esortazione apostolica è iniziare a mettersi dalla sua parte. Per questo invito a farlo, senza mediazioni o interpretazioni inutili. Leggere l'Evangelii gaudium è come leggere lui. E ne vale la pena.     

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COMMENTI
27/11/2013 - Grazie, grazie di cuore! (Luigi PATRINI)

Grazie al Papa e grazie a chi ha scritto questo breve articolo. Ho letto solo poche righe della nuova Esortazione Apostolica, ma pare vero anche a me: è proprio Francesco che parla e scrive e, leggendo, si intuisce perchè proprio su di Lui si sia concentrata l'attenzione dello Spirito Santo che lo ha scelto a guidare la Sua Chiesa in un momento tanto difficile e travagliato. Grazie a chi ha scritto l'articolo per il giusto suggerimento: prima di leggere commenti e giudizi, leggiamo direttamente il testo! Ne ho letto solo pochi brevi paragrafi e suggerirei che anche chi farà dei commenti al testo di Papa Francesco segua il consiglio proposto nell'articolo: prima legga tutto il documento, ci pensi su e poi, commentandolo, ....metta lunghe citazioni del Papa, con le Sue parole, così limpide e trasparenti, che non richiedono grandi "spiegazioni"!