BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIVORZIO/ Lisa Mehos, cattolica (quindi) colpevole di non essere una buona madre

Pubblicazione:giovedì 28 novembre 2013

Infophoto Infophoto

Un articolo del Corriere della Sera ci riporta una storia aspra e originale, che è accaduta negli Stati Uniti, più precisamente a New York. Difficile sintetizzarla in poche righe per chi non la conosce, si fa fatica a coglierne i dettagli, a ricostruirne i tempi: riguarda il divorzio difficile tra un banchiere di Wall Street, Manuel John Mehos, ateo e ricchissimo e Lisa Mehos, cattolica e casalinga; coinvolge i loro due figli, nati con fecondazione assistita, che erano stati in prima battuta affidati alla custodia della madre. Motivo della separazione le continue scappatelle con prostitute ammesse serenamente dall'uomo; lui ha fatto ricorso e il giudice Lori Sattler, una donna, gli ha dato l'affidamento dei figli, lasciati alla donna solo due week-end al mese, con il rischio di perderli definitivamente. Ma quale il motivo che ha dettato il rovesciamento della sentenza precedente? Qui sta l'affaire, il complicato nodo che nessuno riesce a dipanare con ragione e suscita vespai, manifestazioni e movimenti di popolo...

La causa sarebbe imputata a un'interruzione di gravidanza effettuata entro il terzo mese e dopo la fine del matrimonio. Secondo il giudice, infatti, quell'aborto significherebbe che Lisa Mehos non è una madre affidabile, avrebbe portato un uomo a casa davanti ai suoi figli e soprattutto sarebbe un'ipocrita, essendosi definita cattolica.

"Sono divorziata, non sono Madre Teresa. Ho fatto sesso con un uomo che conosco da vent'anni e sono diventata una mamma terribile", ha spiegato lei in lacrime al New York Post. "Mi sento come se fossi stata picchiata e violentata". 

Le attiviste per i diritti delle donne insorgono, non si può, secondo l'avvocato della signora, usare un aborto come arma contro una madre; ma non è un parere comune: a quanto pare, il fatto di aver frequentato prostitute, costituirebbe colpa meno grave, sopratutto da parte di chi si è sempre dichiarato ateo convinto.

Anche i commenti degli italiani, riportati dal Corriere, ci vanno giù pesanti: come al solito se ne fa una questione morale, di colpa e di diritto... non è così, cerchiamo di guardare oltre. È pur vero che se si vuol parlare di "peccati" secondo il catechismo, se ne distingue la gravità. È ridicolo però pensare che sei colpevole e punibile solo per il fatto che ci credi, alla colpa dico, al peccato, cioè a Dio. Se sei un ateo, cioè se non ritieni l'aborto un assassinio, allora non sei ipocrita e mentitore, sei assolvibile, almeno da un giudice. Ma il nodo non è che in piccola parte questo: il vero motivo che ha spinto il giudice donna a togliere i figli a una madre è che questa si è rivelata ipocrita e bugiarda, non ha raccontato dell'aborto, scoperto dagli avvocati super pagati dell'ex marito.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
28/11/2013 - C'è anche Lisa. (claudia mazzola)

Questa donna e madre ha assolutamente bisogno di Misericordia. Ho conosciuto donne non cattoliche ferite a morte dall'aborto, se mi sento di persdonarle io nonostante il male fatto, figuriamoci Dio!

 
28/11/2013 - commento (francesco taddei)

una madre abortista ha commesso il più grave dei peccati contro suo figlio.