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BANCO ALIMENTARE/ Vitale (Regione): un aiuto indispensabile per il Piemonte

Pubblicazione:venerdì 29 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 29 novembre 2013, 11.01

Un volontario del Banco Alimentare Un volontario del Banco Alimentare

Con il Banco Alimentare abbiamo una convenzione dal 2004. Si tratta di una convenzione onerosa che rimborsa le spese sostenute dal Banco per il funzionamento dell’organizzazione. Questo va chiarito, perché noi non compriamo cibo ma consentiamo alla struttura di lavorare mettendo a disposizione 70mila euro all’anno. La situazione piemontese è molto particolare.

 

In che senso?

L’associazione Banco Alimentare distribuisce un’ingente quantità di cibo: nel 2012 sono state 5341 tonnellate. E poi c’è anche un’altra attività particolarmente significativa.

 

Quale?

Quella fatta attraverso il recupero dell’invenduto dai supermercati: in un anno vengono ritirate quasi 1000 tonnellate di generi alimentari. I supermercati piemontesi che hanno aderito all’iniziativa finora sono 135. A questa si aggiunge poi un’iniziativa molto “piemontese”, che nasce dalla storia della Fondazione.

 

Di cosa si tratta?

Del recupero dei pasti cucinati dalle mense di aziende private e pubbliche. E oggi, grazie a una nuova convezione che abbiamo stipulato con il Banco, anche quelli degli ospedali del Piemonte, come Le Molinette di Torino. Con l’incremento di questa attività in un anno abbiamo raccolto oltre 112mila porzioni di cibo che sono state subito distribuite alle mense dei poveri.

 

Che prospettive avete per l’anno venturo?

Proprio in questi giorni abbiamo rinnovato la convenzione con il Banco Alimentare incrementando le risorse. Abbiamo ritenuto che in un momento così difficile fosse necessario sostenere l’attività del Banco più di quanto facevamo in passato. Il contributo al Banco per il prossimo triennio passerà da 70mila a 100mila euro all’anno. La Regione ha ritenuto prioritario sostenere questo tipo di intervento perché nel frattempo i finanziamenti che l’associazione riceveva da altri enti pubblici e privati si sono ridotti. La Regione si sta muovendo anche su un altro fronte.

 

Quale fronte?

La giunta regionale ha predisposto una bozza di disegno legge proprio per promuovere le attività di recupero e distribuzione delle eccedenze e degli invenduti alimentari e non, ai fini di solidarietà sociale. Come vede stiamo lavorando in modo molto integrato.



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