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IL CASO/ Ilaria Cucchi: con la Cancellieri ministro mio fratello non sarebbe morto

Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare (Immagine d'archivio) Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare (Immagine d'archivio)

I medici sono stati condannati per omicidio colposo. La versione ufficiale è che Stefano sia morto per malnutrizione. La Corte d’Assise, assolvendo gli agenti dalle accuse, ha affermato che il pestaggio c’è stato, ma che non aveva gli elementi per poter dire che erano stati proprio loro. Nonostante le testimonianze di chi, poco prima dell’udienza di convalida, ha assistito proprio a quel pestaggio. Si tratta di una vicenda nella quale mi sono sentita inerme e che mi ha portato a riflettere sul fatto che una persona comune non dispone degli strumenti per potersi difendere da queste situazioni. Per questo, credo che l’episodio di questi giorni non possa limitarsi alle polemiche contro il ministro. Deve essere, casomai, l’occasione per ribadire la necessità di porre rimedio alla situazione disumana delle nostre prigioni.


Come?

Sensibilizzando, anzitutto, chi ci governa a eliminare leggi come le Bossi-Fini, che riempiono le nostre prigioni di derelitti umani. Da troppi anni si rimanda la questione. E, mentre stiamo parlando, la gente in carcere continua a morire. Eppure, l’attenzione continua a essere spostata altrove. In questo caso, sulla Ligresti, che rappresenta evidentemente un falso problema.

 

Come reagisce ai continui accostamenti tra il caso Ligresti e la vicenda di suo fratello?

Semplicemente, mi ha fatto riflettere su quanto questi temi siano distanti dalla sensibilità della maggior parte delle persone. Io stessa, prima della morte di mio fratello, ho sentito parlare per anni dell’emergenza carceri considerandola una questione che, in fondo, non mi riguardava. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
03/11/2013 - Precisazione (Giuseppe Crippa)

Pur con tutto il rispetto dovuto alla signora Cucchi, faccio notare che gli stranieri che contravvengono all’ordine di espulsione non costituiscono affatto la maggioranza dei reclusi ed inoltre sono già in diminuzione e che la maggioranza dei detenuti è in carcere per reati relativi allo spaccio di stupefacenti.

 
03/11/2013 - commento (francesco taddei)

mi fido più delle parole di ilaria cucchi che dei giornalisti. però non è che il sistema carcerario italiano sia migliorato con questo ministro. e l'amnistia ogni 8 anni non risolve il problema.