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CESARE BATTISTI/ Il terrorista italiano che dà lezioni in Brasile

Cesare Battisti (Foto InfoPhoto) Cesare Battisti (Foto InfoPhoto)

Dunque nessun scandalo per l’invito di Battisti alla conferenza sul tema "chi può vivere". Anzi, lo diciamo subito noi: hanno diritto di vivere tutti gli uomini, anche Battisti. Ma il punto della questione è: i terroristi italiani degli anni di piombo hanno il diritto di rivendicare una pacificazione, come se la responsabilità sia di terroristi e Stato? In cosa consiste la responsabilità dello Stato in Italia negli anni 70?

Ci sono i teorici della "Strage di Stato" che fanno risalire certi attentati ai servizi segreti deviati. Mentre invece tutto parla di terroristi di sinistra e di destra, dunque di ultimi fuochi del secolo delle ideologie. Di questo dominio delle ideologie possono essere considerati responsabili diversi partiti politici, ma non lo Stato. Gli intellettuali teorici del superpotere capitalistico hanno sempre pensato che lo Stato in mano ai capitalisti sia partigiano dello sfruttamento e organo di una dittatura. Ma nella realtà storica le cose non sono così. Non è mai esistito il superpotere che manipola tutto. E nella democrazia italiano lo Stato dal '45 è lo Stato democratico, che nel suo insieme non poteva essere manipolato dall’interesse di parte. Per questo la lotta armata era sbagliata, non perché non poteva vincere, ma perché la lotta armata non era giustificata da una feroce dittatura.

Allora si tengano in conto le seguenti questioni: nel mondo non si può parlare più di Terzo Mondo povero, ma questo anche perché si è affermata, anche grazie alla Chiesa, l’eguaglianza dei popoli. Dunque l’America Latina parla una nuova lingua. Nel superamento del secolo delle ideologie abbiamo bisogno di non buttare a mare il senso del perdono e della eguaglianza degli uomini davanti a Dio. La Chiesa ci può aiutare a voltare pagina verso le responsabilità storiche del passato. Ma dobbiamo salvaguardare la convivenza civile, la democrazia, le lotte per i diritti innestate sull’affermazione dei doveri. Infine dobbiamo invitare i giovani a fare esperienza di una grande passione ideale, come il modo nuovo dei Papi nell’incontrare i giovani ripete loro, che lottino e senza la paura di sbagliare, ma solo con la paura di cadere nel cinismo e nel menefreghismo.

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