BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

CARCERI/ Gonnella (Antigone): attenti alla "trappola" del caso Ligresti-Cancellieri

immagine d'archivioimmagine d'archivio

Oggi i detenuti sono costretti all’ozio forzato in cella per quasi tutto il giorno. Ora si vuole dar loro l’opportunità di stare all’aria aperta fino a otto ore. In tanti penitenziari questo è già avvenuto, ponendosi ora l’obbiettivo che nell’80% circa delle nostre carceri sia data questa possibilità di trascorrere tempo utile fuori dalla cella. E c’è dell’altro. Si inizieranno ad individuare aree polifunzionali all’interno delle prigioni, dove i detenuti possano impiegare queste 8 ore utilmente: a partire dalla attività sportive, a quelle della condivisione di una vita comunitaria, passando per l’istituzione di spazi lavorativi. 

 

Insomma, il suo è un giudizio positivo. 

 Mi sembra che si tratti di misure che vanno in netta controtendenza rispetto a molti provvedimenti normativi e prassi amministrative che ci sono stati nei quindici anni precedenti. Vedremo se queste cose verranno fatte, noi le monitoreremo…

 

Qualche lacuna è rimasta? 

Secondo me sì, sono misure ancora insufficienti per far sì che il nostro sistema penitenziario sia un sistema nel quale tutti i detenuti sono trattati in egual modo. Ma è indubbio che questo provvedimento (che deve ancora essere approvato) miri a ridurre sensibilmente il numero dei detenuti in un tempo medio – non nell’immediatezza come in un provvedimento di clemenza –, aiutando a migliorare non poco la qualità di vita nelle carceri.

 

In poche parole: risolverebbe molto cose, ma?

 Ci sono tante altre questioni che non spettano al ministro della Giustizia, ma che dipendono dalla Regioni, soprattutto per quanto riguarda la salute all’interno dei penitenziari. Questo è un tema centrale che dipende dal modo in cui le Regioni fanno funzionare, attraverso le proprie Asl, i dipartimenti interni alle prigioni. E mi riferisco poi, oltre all’offerta di salute, anche alle politiche per il lavoro e agli sgravi fiscali previsti per le cooperative interne.

 

Quindi ce n'è ancora da fare.

 Le intenzioni sono buone, ma ci sono tante cose ancora da fare e ci vorrà tempo. Il punto è avere una disponibilità politica-cultrale (ed economica) per fare davvero le cose annunciate, oltre al mettere la questione carceraria al centro del dibattito politico, come hanno detto il Presidente della Repubblica e il Papa. Io spero che a partire da oggi il dibattito non regredisca, ritornando in secondo piano.

  

(Fabio Franchini)

© Riproduzione Riservata.