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CORRIERE DELLA SERA/ Via libera alla vendita di via Solferino. Il Cdr: un atto folle

Il consiglio di amministrazione di Rcs ha approvato a maggioranza la vendita al gruppo Blackstone dell’intero complesso immobiliare di via San Marco e via Solferino.

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Via libera alla vendita della sede storica del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport. Il consiglio di amministrazione di Rcs ha infatti approvato a maggioranza la vendita a The Blackstone Group International Partners LLP dell’intero complesso immobiliare di via San Marco e via Solferino. La cessione, per un valore di 120 milioni di euro, secondo il cda è "in linea con l’annunciato programma di dismissioni previste nel piano per lo sviluppo 2013-2015". La pensa diversamente il Comitato di redazione, secondo cui la decisione di vendere il palazzo storico di Via Solferino è "un atto folle dal punto di vista finanziario e uno sfregio inaccettabile all’identità del Corriere della Sera. Il risultato - si legge in una nota - è un danno permanente allo stato patrimoniale del gruppo, un’iniziativa che concede solo un sollievo transitorio e apparente ai conti, ma che peserà nel medio-lungo periodo sulla solvibilità del gruppo". Quando accadrà, però, "probabilmente l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane avrà già lasciato la società con una generosa buonuscita. Il Cdr continuerà a percorrere tutte le strade per promuovere un’azione di responsabilità nei confronti dei consiglieri che hanno approvato la delibera, senza escludere anche eventuali esposti alla magistratura". L'operazione, infatti, secondo il Cdr "mette in luce un intrico di conflitti di interesse che tocca soggetti azionisti di giornali concorrenti (ed è il caso della Fiat) e società nello stesso tempo azionisti e creditori di Rcs (ed è il caso di IntesaSanpaolo). Senza contare il fatto che l’advisor dell’operazione, banca Imi, fa parte proprio di IntesaSanPaolo". Poi la nota conclude: "Nei mesi scorsi il Comitato di redazione aveva cercato di coinvolgere le autorità cittadine, a cominciare dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Oggi, con amarezza, il Cdr registra l’assoluta indifferenza mostrata dalle istituzioni rispetto a una spregiudicata operazione finanziaria che consegna un pezzo dell’identità storico-culturale di Milano e del Paese a un fondo speculativo che potrà farne l’uso più conveniente. Il Comitato di redazione si augura di trovare al suo fianco anche la direzione del giornale".

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