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PAPA FRANCESCO/ Omelia di Santa Marta: la gioia di Dio è ritrovare la pecorella smarrita

Due parabole sono al centro della riflessione che Papa Francesco ha fatto oggi durante la Messa celebrata alla Casa Santa Marta: quella della pecorella smarrita e della moneta perduta

Papa Francesco (InfoPhoto) Papa Francesco (InfoPhoto)

Due parabole sono al centro della riflessione che Papa Francesco ha fatto oggi durante la Messa celebrata alla Casa Santa Marta: quella della pecorella smarrita, raccontata nel Vangelo secondo Matteo (18,12-14), nel Vangelo secondo Luca (15,3-7) e nel Vangelo di Tommaso (107), e quella della moneta perduta, riportata solamente nel Vangelo secondo Luca (15,8-10). Il Pontefice si è inizialmente concentrato sul confronto tra Gesù e i Farisei, i quali lo accusano di fermarsi con i peccatori e di mangiare con loro: “Gesù – ha spiegato Jorge Bergoglio - dice che questa è la musica dell’ipocrisia e a questa ipocrisia mormoratrice risponde con una parabola”. Alla mormorazione, infatti, Lui “risponde con una parabola gioiosa. Quattro volte, in questo piccolo brano, viene la parola gioia o allegria: tre volte gioia e una allegria”, ha aggiunto il Papa, sottolineando che il messaggio più profondo è proprio questo: “La gioia di Dio, che è un Dio cui non piace perdere, non è un buon perdente e per questo, per non perdere, esce da sé e va, cerca. E’ un Dio che cerca: cerca tutti quelli che sono lontani da Lui. Come il pastore, che va a cercare la pecora smarrita”. Il motivo per cui lo fa è semplice: “Lui non tollera perdere uno dei suoi – ha detto Papa Francesco -. Ma questa sarà anche la preghiera di Gesù, nel Giovedì Santo: ‘Padre, che non si perda nessuno di quelli che Tu mi hai dato’. E’ un Dio che cammina per cercarci e ha una certa debolezza d’amore per quelli che si sono più allontanati, che si sono perduti”. Ma “come cerca? – si chiede il Pontefice - Cerca sino alla fine, come questo pastore che va nel buio, cercando, finché la trova; o come la donna, che quando perde quella moneta accende la lampada, spazza la casa e cerca accuratamente. Così cerca Dio”. Poi, una volta ritrovata la pecorella e riportata nell’ovile, nessuno dice: “Tu sei persa”, ma anzi gli ridà la dignità dicendo: “Tu sei una di noi”. Quando fa questo, “è un Dio che gioisce”. Insomma, ha concluso il Papa, “la gioia di Dio non è la morte del peccatore, ma la sua vita: è la gioia. Quanto lontano era questa gente che mormorava contro Gesù, quanto lontano dal cuore di Dio! Non lo conoscevano. Credevano che essere religiosi, che essere persone buone fosse andare sempre bene, anche educati e tante volte fare finta di essere educati, no? Questa è l’ipocrisia della mormorazione. Invece, la gioia del Padre, Dio, è quella dell’amore: ci ama”.

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