BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

STATO-MAFIA/ Vizzini: Totò Riina dice la verità

Giulio Andreotti (Infophoto) Giulio Andreotti (Infophoto)

Teoricamente la sentenza poteva dipendere dalla capacità di una politica altolocata di intervenire anche a quel livello. Lungi da me dall’affermare che davvero si pensasse di arrivare a tanto, sto dicendo solo che in teoria anche l’ipotesi di un intervento di un certo livello politico sui giudici della Cassazione avrebbe potuto essere presa in considerazione.

 

L’aspettativa dei vertici di Cosa Nostra nei confronti della politica era questa?

Si era creata una sorta di “pax” che derivava dal fare svolgere il processo senza che ci fossero incidenti. Poi ci fu la cosiddetta “Primavera di Palermo”, cui io partecipai insieme a Leoluca Orlando. Insieme formammo la “giunta anomala” dalla quale a un certo punto uscì la corrente andreottiana ed entrò il Pci. In quel momento ci fu l’attentato dell’Addaura (i candelotti nella villa al mare di Giovanni Falcone che però non esplosero, Ndr).

 

Quale fu il significato di quell’attentato?

Fu un segnale molto serio e molto grave da non sottovalutare, cui seguì il rapido svolgersi del processo d’appello e quello della Cassazione, quest’ultimo preceduto dal delitto in cui morì il giudice Antonino Scopelliti. Non tocca a me dare giudizi su questa vicenda, anche perché i processi sono già stati celebrati. Lo stesso processo sulla trattativa riguarda una fase che si è svolta nel 1992, e staremo a vedere se sarà possibile arrivare a uno squarcio di verità in una delle notti più buie della storia della Repubblica.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.