BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPILLO/ Cari "ggiovani" vittime della crisi (o figli di papà?), adesso il gioco si fa duro

Foto InfoPhoto Foto InfoPhoto

Lo so: serve ai giornaloni di sinistra, soprattutto a quello oggi incensato anche perché il vecchio guru Scalfari dialoga a tu per tu con il Papa, per riempire quelle quarantotto pagine di fuffa che ogni volta propalano al depresso e atterrito elettore “ de sinistra”, sfiancato da se stesso e dalla sua povera storia degli ultimi vent’anni a caccia della razza più ambita di animale da cucinare, vestiti inclusi, in salamoia: Silvio Berlusconi; lo so, ma a me, che ho smazzato laureandomi a Pisa nel 1990, lasciando la camera un anno prima, pagando tutto e studiando per chiudere la partita con i fighetti comunisti con “L’Unità” sottobraccio che pontificavano così: “Questo non è il luogo deputato per l’assemblea!” (Normalisti, of course, gente che studiava con le tasse di mio padre), francamente dei “ggiovani”…mi spiego? Non me ne può fregare di meno: piagnucolano a vent’anni, figuriamoci alla mia età (48 a gennaio); non reggono neanche il semolino, sanno un decimo di quello che sapevamo noi alla loro età, non parlano una lingua che sia una, e sputano sentenze del seguente tenore: “L’Italia ci sta rubando il futuro!”. Anzi: “Questo Paese…”, suona meglio.

Quante battute sono? Già troppe, secondo me: per tematizzare il Nulla al cubo, troppe, quindi stop. Grazie dell’attenzione e al prossimo giovane regalate la “Storia degli Italiani” di Procacci o “Le piramidi del sacrificio” di Berger: una bella carrellata di veri sacrifici, nel senso anche cruentamente fisico, del termine; usassero i termini per quello che denotano e significano: sacrum-facere: ma qui, “fare-sacro”… che?

© Riproduzione Riservata.