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GENITORI-NONNI/ Volere un figlio ad ogni costo porta a piccoli "orfani"

Una coppia che avendo superato i limiti di età consentiti dalla legge italiana è andata all'estero per essere fecondata artificialmente. FRANCESCO D'AGOSTINO commenta il caso

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In Italia la legge sulla fecondazione assistita prevede un limite di età per accedere al servizio compreso entro i 42 anni. Ma è molto facile aggirare questo limite andando all'estero e quindi tornare a partorire tranquillamente nel nostro paese. Il caso di una coppia, lui 70enne, lei 59enne che ha fatto così per poi vedersi portare via la figlia a 3 anni di età perché giudicati dal tribunale dei minori troppo anziani per provvedere a lei in modo adeguato in seguito ad alcune denunce di abbandono di minore, mostra quante contraddizioni ed esiti infelici esistano in tutto il concetto di fecondazione artificiale. Ilsussidiario.net ha chiesto al professor D'Agostino un parere: "E' sbagliato pensare che una legge seppur intelligente come quella italiana che mette un limite di età, possa risolvere tutto". Per D'Agostino, "il cuore del problema non è giuridico, ma ha un contenuto etico, psicologico, antropologico e sociale". Un problema di educazione, in sostanza.

 

Professore, la Cassazione ha tolto la paternità a una coppia che tramite fecondazione assistita aveva avuto una bambina, con la motivazione dell'età troppo avanzata per prendersi cura di lei.

 

Un caso come questo si regge tutto su una presunta incapacità, ci deve essere stato cioè un elemento  di carattere penale che può valere per qualunque coppia di qualunque età. Se l'abbandono del minore dipende da un deficit della coppia allora si può iniziare una procedura per togliere la potestà genitoriale alla coppia. 

 

I due genitori infatti erano stati denunciati dagli assistenti sociali proprio per questo motivo, presunta incapacità di badare alla bambina. 

 

Credo allora che la Cassazione abbia dato la soluzione giusta. Non è una condanna che si estende automaticamente a tutte le mamme cosiddette nonne, se queste sono in grado di gestire la bambina, queste mamme non arriveranno mai alle attenzioni degli assistenti sociali o dei magistrati.

 

Questa coppia però per avere un figlio è andata all'estero per ottenere la fecondazione, perché avevano superato il limite di età consentito dalla legge italiana. 

 

Infatti in Italia non glielo avrebbero permesso, un centro che avesse fecondato la signora sarebbe stato chiuso. 

 

Queste due persone si trovano adesso a vivere il dramma della perdita della figlia che avevano tanto voluto. Si può dire che siamo davanti a un caso di assolutizzazione del desiderio: voglio un figlio a qualunque costo, anche se ho un'età avanzata e poi si va incontro a brutte avventure come questa? Insomma, avere un figlio come uno sfizio da togliersi.

 

Su questo sono perfettamente d'accordo e queste ragioni vanno assolutamente ribadite. Però dobbiamo renderci conto che oramai purtroppo la fecondazione artificiale facilita eventi del genere, anche se restano assolutamente marginali dal punto di vista statistico. Poi in Italia sono pure proibiti per cui c'è una spinta ad andare contro queste pratiche. Però la banalizzazione della fecondazione artificiale permette che accadano e aumentino nel tempo anche se sono convinto che resteranno sempre fenomeni marginali. Il discorso è che, temo, dobbiamo abituarci a questi dati di cronaca perché non esiste modo di stroncarli. 

 

Di fatto, questa coppia ha dimostrato che è semplicissimo aggirare la legge italiana.