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FORCONI/ 1. La finta rivoluzione di chi cavalca il malessere (giusto) per il potere

Pubblicazione:martedì 10 dicembre 2013

La protesta di oggi alla stazione di Genova (InfoPhoto) La protesta di oggi alla stazione di Genova (InfoPhoto)

Una cosa unifica tutte queste opposizioni: l’irrealismo delle proposte, compreso Berlusconi, che alle elezioni subito ci vuol portare pur sapendo che la sinistra si presenta al meglio del suo volto e che vincerà. Ma Berlusconi conta sul fatto che il popolo ribelle e i moti rivoluzionarti troveranno in lui la via del consenso e della partecipazione. Credo che questa prospettiva sia immaginabile da quella mafia che ha portato l’attacco al cuore dello Stato con la serie di attentati del 1993. Allora arrivarono anche alla trattativa Stato-Mafia, ma ci arrivarono solo per non cambiare nulla. Perché questo è il vero disegno strategico delle posizioni irrazionali: impedire l’uscita dalla illegalità diffusa. Questa è l’Italia che ha una quota del 25% di sommerso nell’economia. Che ha quote enormi di evasori totali e di forme di vita malavitose. Tutta questa Italia è convocata dalla rivoluzione della protesta dei poveri e dei disoccupati.

Guai a sbagliarsi in questo contesto, non date aria alla irrazionalità. Le giuste lotte si distinguono per il fatto che il senso del sacrificio si dimostra nella continua ricerca della trattativa e dunque del trovare buone risposte alle rivendicazioni. A questi offriamo solidarietà e sostegno. Questi movimenti giusti e responsabili sono consapevoli che se il Governo cade e si va alle elezioni, il Paese precipita in un maggiore caos e nessuno risponderà ai problemi delle persone bisognose. Per questo non vogliono diventare opposizione di sistema. Come invece accade con questa rivoluzione dei forconi. Sia ben chiaro, si tratta di ricostruire la politica generando i rappresentanti disposti a servire il popolo. Dunque serve una riforma elettorale che inizi a rimettere in piedi un sistema di rappresentanza democratica. Le fughe in avanti disfattiste vogliono impedire questa ricostruzione.



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COMMENTI
10/12/2013 - il cambiamento di se (Francesco Lepore)

concordo pienamente in cio che dici,purtroppo in Italia si è perso il senso della comunità e l'amore al lavoro tutto il resto è conseguenza. Qs distruzione dell'Io si è sviluppato come faceva notare Del Noce prima usando il PCI,trasformandolo in un partito radicale di massa e poi direttamente con i canali Mediaset e la discesa in politica di SB che ha trasformato quel che rimaneva del popolo in Italia in consumatori di massa che si differenziano per piccole divergenze chiamate sx e dx . La colpa non è dei politici.loro se ne approfittano è vero ,ma e di chi gli ha votati. Qd si parla di politica i vari Lupi e Formigoni che sapevano solo cantare e propinare"per fortuna che Silvio c'è" facevano la parte del leone mentre gente come Brandirali e non solo lui continuano a fare la parte dei fessi xchè continuano a dire le stesse cose e qs non sono mai state di moda xchè scomode. Che bello leggere "una cosa unisce qs opposizione l'irrealismo""le giuste lotte si distinguono per il fatto che il senso del sacrificio si dimostra nella continua ricerca della trattativa e dunque del trovare buone risposte alle rivendicazioni" . ma anche i commenti del Nicola e di Claudia. Qs è una sveglia al mio io. Ripartire dalla realtà e il primo dato del reale è il mio "io" che è sempre tentato dal lamento e dalla recriminazione cioè dal scappare come tutti ma qs ci lascia più soli e disperati,pieni di odio verso tutti pronti a giudicare gli altri e auto assolversi. e diventiamo come loro.

 
10/12/2013 - La meglio rivoluzione:lavorare. (claudia mazzola)

Mi ricordo il mio nonno ed anche il mio papà (ora in pensione), non hanno mai fatto sciopero nè contestazioni, mica perchè erano bravi sarà forse perchè avevano voglia di lavorare?

 
10/12/2013 - Diversi populismi (nicola mastronardi)

Analisi lucidissima, perchè fatta da un uomo libero. Questi movimenti violenti diventano calamita dei diversi tipi di populismi, da quello popolare della LEGA NORD che si alleerebbe con i forconi SICULI creando un asse siculo-lombardo pur di prendere qualche voto in più alle prossime elezioni,al populismo piccolo borghese senza una identità nè di destra nè di sinistra dei grillini,al populismo rabbioso dei falliti berluscones,che pur governando e alternandosi con la sinistra in questi venti anni non hanno fatto nessuna riforma pur avendo avuto una maggioranza bulgara nel 2008.Anzi ha fatto disastri eliminando l'ICI (come promesso) subito dopo aver vinto le elezioni ma firmando il Fiscal compact prima della resa,e adesso andrebbero alle elezioni pur sapendo di perdere solo per farla pagare al governo Letta.

 
10/12/2013 - o il pane o le tasse 3 (Diego Perna)

.......E poi oggi è meglio vivere in affitto e avere uno stipendio adeguato, cosí la casa lo stato non puó pignorarla. Che poi Imu tasse e contributi forse, come abbiamo sempre fatto, potremmo anche pagarli se ci fosse anche un mercato interno solido, mentre invece stiamo facendo di tutto per distruggerlo, (vedi il grande geniale Monti e ora Letta). Allora vorrei sapere perché al limite non dovremmo anche poter credere a soluzioni diverse, meno filoeuropeiste, che non salvaguardino solo gli interessi di pochi. Il mondo é cambiato, in peggio secondo me, quindi ci vogliono soluzioni coraggiose e nuove, che non pensino solo alla comoditá di pochi, anche se il mondo ci massacrerebbe, perché il mondo non é per il bene di tutti, ma per la comodità di pochi, sempre gli stessi.Ma a questo sembra che ormai la maggior parte di noi ci abbia fatto il callo, come fosse normale e l' unico mondo possibile, e che non sia compito nostro poterlo immaginare diverso, così da uccidere anche la speranza e gli ideali, che sono ció che fanno vivere e andare avanti. Non puó essere mai alcun governo di dx di sx o di dxsx, a dire quali devono essere questi ideali, nè chi ai governi fa da sponda ideologica e culturale. Non é obbligatorio accettare sempre e solo ció che a noi sembra immediatamente il meno peggiore dei mali, o dei baratri. Buona giornata

 
10/12/2013 - o il pane o le tasse 2 (Diego Perna)

......tutto sommato stanno bene.E poi i piccoli, come vengono chiamati, secondo me in modo ormai dispregiativo, perché solo grande e ricco é bello, che se disuniti non contano nulla ma se insieme forse cominciano a dare fastidio , tant' é che si cerca sempre di delegittimarli in tutti i modi. Io non so se il problema sia il governo, o l' Europa, e non credo che siamo gli unici ancora in crisi, dopo il 2008, come dire un Europa e un mondo che va bene, il problema allora é forse che crediamo troppo che un governo che fa si che l' imu sui capannoni in alcuni comuni, possa arrivare al 10,50 % quando 5 anni fa era il 4, vuol dire solo che i piccoli devono soccombere e farlo in silenzio per non disturbare la quiete governativa, dove tutti sono in pace e d' accordo. Non ci puó essere soluzione alcuna in un paese dove le fabbriche chiudono o delocalizzano e dove il governo, che é argine alla catastrofe, come Lei dice, per evitare il baratro carica sempre piú di tasse imprese e cittadini, in maniera subdola e silenziosa, come ci volesse un genio o dieci lauree per trovare soluzioni cosí banali e deleterie, per far calare lo spread e per garantire ta Germania in primis, e poi a Bce che saremo solventi che tanto abbiamo le case di proprietá. Ma la casa di proprietà per un piccolo, che voglio ricordare puó avere la responsabilità anche 15 famiglie, puó essere persa in pochissimo tempo, e inoltre oggi non é nemmeno piú facile vendere a buon prezzo nessun immobile. ....

 
10/12/2013 - o le tasse o il pane 1 (Diego Perna)

Leggendo anche altri articoli sui forconi, quasi tutti molto equilibrati, anche perché chi ne scrive non vive ovviamente gli stessi problemi, molti aspetti che forse sono i principali, devono necessariamente essere tralasciati, sono quelli infatti piú veri e fastidiosi per il potere, perché hanno a che fare con il quotidiano reale dei bisogni delle persone, e quindi é preferibile spostare l' asse di interesse come sempre sulla politica o peggio sui politici. Ieri al tg3 Sicilia un uomo sui 50 anni, con accento catanese, diceva che prima di pagare le tasse avrebbe dato da mangiare alla sua famiglia, un rivoluzionario ! Ecco io partirei da questa affermazione, questo uomo ha detto una cosa che tutti condividiamo, ma fosse messa in pratica farebbe saltare non solo il governo ma tutto il sistema, anche quello osannato da molti, europeo finanziario. Non pagare le tasse per giusta causa non esiste, ti levano la casa, non si scherza, ti rovinano, si sono inventati per questo gli studi settore, una porcata peggio della legge elettorale, ma questa é invece costituzionale, cioé io lavoro meno o anche non lavoro, ma pago le tasse ugualmente, uno schifo di legge che però fa comodo. Al limite é piú accettabile che un imprenditore si suicidi, così non rompe più le scatole, tanto nessuno si sente moralmente responsabile. E sapete perché ? Perché sennò non vendiamo i titoli di Stato continuando ad indebitarci per mantenere ancora lo status quo di coloro che ancora ........

 
10/12/2013 - il frutto di un ventennio inutile e dannoso (ottavio di stanislao)

Bellissima analisi, soprattutto perché mette il dito nella piaga: nell'ultimo ventennio la politica si è totalmente slegata dalle esigenze della società. Si è formata una classe politica arrogante ed autoreferenziale incapace di dire la verità e di indicare una strada, disposta ad assecondare tutto e il contrario di tutto .... e ora ci vogliono pure convincere che uscire da questo pseudo-bipolarismo falso e dannoso sarebbe una catastrofe epocale!