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FORCONI/ 2. Quando la politica ignora il grido dei più "piccoli"

Una protesta del Movimento dei Forconi (Infophoto) Una protesta del Movimento dei Forconi (Infophoto)

Come tutti sappiamo, non vi è in natura un elastico che presto o tardi non sia soggetto a spezzarsi. Quando questo avverrà non lo sa nessuno, ma questa protesta se non sarà guidata, e soprattutto se non sarà capita, rischia di non essere più governata. Cosa è cambiato rispetto a due anni fa? Per le ragioni dei manifestanti ben poco. Per tutti noi la consapevolezza che la crisi si è aggravata e che non se ne vedono concrete possibilità di uscita. Questa protesta fa emergere, indubbiamente, un desiderio di protagonismo di tanti cittadini volto a migliorare le proprie condizioni di vita, per rendersi artefici di una effettiva capacità di incidere su di esse. Tale desiderio è assolutamente meritevole di attenzione. Esso, tuttavia, mostra il suo limite quando viene ridotto, più o meno consapevolmente, solo a ciò che dei problemi e delle questioni si crede di avere già afferrato e di potere perciò governare, spegnendo così lo slancio naturale ad un continuo e leale paragone con la realtà che non ne selezioni i fattori costitutivi. Ciò che servirebbe è invece un'apertura autentica a tutta la realtà, nel tentativo di giungere a quella sintesi di idealità e concretezza che si chiama “Bene comune”.

Ma pare che a causa della crisi non ne esista più un solo esemplare in commercio, anzi pare che se ne sia persa anche la memoria della sua passata esistenza. E dunque? Dopo la vittoria di Renzi possiamo affidarci alla sua rivoluzione, sperando soprattutto che non duri lo spazio di un mattino, anche perché la protesta dei “Forconi” proseguirà per tutta la settimana. Oppure non rimane che remare tutti nella stessa direzione, come anche coloro che protestano hanno fatto finora e siamo certi continueranno a fare, perché sappiamo che una politica che ignora il grido dei più piccoli non è in grado di tutelare neppure le pretese dei più grandi.

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