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Cronaca

BEPPE GRILLO/ La gogna per i giornalisti "nemici" e i pericoli del Minculpop a 5 Stelle

Beppe Grillo e i '5 Stelle' sono al centro delle polemiche per la gogna mediatica preparata per i giornalisti 'nemici'. Ma cosa c'è dietro questo atteggiamento? Ne parla GIANLUIGI DA ROLD

Beppe Grillo (Infophoto)Beppe Grillo (Infophoto)

Il clima politico si sta ingarbugliando (eufemismo) sempre di più, ma l'aspetto più preoccupante di questo fine autunno 2013 è il disagio sociale che, sotto forme discutibili e anche meno discutibili, sta dilagando nel Paese. Si vive una stagione di grande confusione, che non è arrivata per caso e che il vecchio Carlo Marx descriverebbe come la “talpa” che continua a scavare, da anni. Emergono diversi fatti di instabilità, nonostante una continua ricerca di stabilità. C'è un dissenso palpabile nel Paese che attraversa tutti gli strati sociali e che si riversa genericamente contro l'intera classe dirigente italiana. Principalmente contro quella politica, ma in generale contro tutti quelli che hanno una visibilità, quelli che possono parlare, che possono scrivere, indirizzare in qualche modo l'opinione pubblica. Vista in termini politici e sociologici, si potrebbe dire che si è arrivati a una sfiducia generalizzata e radicata, con un “tutto contro tutti” dove è difficile trovare il bandolo della matassa.
Non c'è dubbio che questo sia il modo peggiore per affrontare una crisi economica, politica, di rappresentanza di tali dimensioni come quella che stiamo vivendo. In questo momento si dovrebbe trovare, a tutti i costi, l'accordo minimo per riuscire a rialzare la testa e non affidarsi al gioco perverso del continuo ricordo della colpe altrui, oppure del rimbalzarsi l'uno l'altro le responsabilità.
Tutto questo serve a inquadrare un problema che sta diventando quasi inquietante: l'attacco sistematico, programmato, mattiniero contro alcuni giornalisti da parte del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Lo ha ricordato ieri, giustamente, anche nel suo discorso alla Camera il Presidente del Consiglio, Gianni Letta.
Ma non sembra che tutto questo abbia fatto un grande effetto sui grillini. Gira ormai una autentica lista di proscrizione che il cosiddetto moVimento sta stilando quotidianamente. Quello che è stato riservato alla collega Maria Novella Oppo dell'Unità è un esempio vergognoso di “linciaggio mediatico”, così come quello che si sta facendo contro Francesco Merlo di Repubblica. Oltre a questo non possono passare sotto silenzio nemmeno le aggressioni subiti dai cronisti di Sky a Torino nel corso della cosiddetta protesta dei Forconi.
Si può essere in profondo disaccordo con la linea di un organo di informazione e con quello che scrive un giornalista o chi fa un reportage televisivo. Ma da qui a sentirsi autorizzati a stilare una lista di proscrizione dei “disinformatori” c'è un salto di intolleranza, di giustizialismo becero e e di non conoscenza della democrazia che rivela profonda incultura politica e civile. Nella sua essenza la democrazia è uno scontro di idee e di opinioni in modo non violento. E la lezione della grandi democrazie è sempre stata quella di smascherare anche i cosiddetti “disinformatori” attraverso ragionamenti calzanti, risposte puntuali, argomenti convincenti, da parte di uomini politici e giornalisti scomodi. La “lista di proscrizione” che viene emessa al mattino, o oggi in qualsiasi ora della giornata grazie alla nuova società mediatica, è solo la risposta dell'intolleranza e dell'ignoranza democratica.