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IL CASO/ Bambini comprati a 2.000 euro per evitare l'espulsione

Pubblicazione:giovedì 12 dicembre 2013

(Infophoto) (Infophoto)

Compravendita di bambini per evitare l’espulsione in quanto clandestini. La choccante notizia arriva dalla Spagna dove la Guardia Civil ha scoperto che la mafia che, spesso e volentieri, gestisce l’immigrazione aveva di fatto creato un circolo di commercio di bimbi, venduti a coloro che cercano di entrare in Europa o di evitare l'espulsione. La fitta indagine, durata ben due anni, ha visto la collaborazione dell'Interpol e di diversi Paesi europei e africani: dieci bambini (finalmente) liberati e 12 persone in manette. Le indagini scattarono in seguito alla morte (per annegamento) di un bambino che viaggiava con altri immigrati su un barcone proveniente dall'Africa e diretto a Melilla (Marocco, ma città autonoma spagnola). A far insospettire la Guardia Civil fu il fatto che quando i soccorritori ritrovarono il corpo nessuno, dei presenti sulla barca, lo rivendicò. Dietro a tutto questo, come detto, un crudele e ben oliato sistema di traffico di bambini (tutti sotto i dieci anni). Poco dopo ci fu un secondo caso: quando venne intercettato un barcone al largo della costa spagnola, i migranti minacciaro di gettare in acqua i bambini. L’indagine “Erodoto” ha rivelato come ogni bambino valesse una cifra compresa tra i 1.500 e i 2.000 euro. In sostanza i piccoli venivano comprati prima della partenza e usati, in seguiro e all’evenienza come un lasciapassare, o meglio come scudo umano. I bimbi sono stati ora affidati ai servizi sociali spagnoli di Melilla. 



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