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PAPA FRANCESCO/ Messaggio per la pace: solo la fraternità sconfigge povertà, guerre e corruzione

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Papa Francesco (InfoPhoto)  Papa Francesco (InfoPhoto)

"Rinunciate alla via della armi e andate incontro all’altro con il dialogo, il perdono e la riconciliazione per ricostruire la giustizia, la fiducia e la speranza intorno a voi". E’ questo l’appello lanciato da Papa Francesco nel suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, pubblicato oggi, sul tema “Fraternità, fondamento e via per la pace". Il Pontefice auspica anche il "disarmo da parte di tutti, a cominciare dal disarmo nucleare e chimico", anche perché "finché ci sarà una così grande quantità di armamenti in circolazione, si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilità". Punto centrale del messaggio è la fraternità, "dimensione essenziale dell’uomo" senza la quale è "impossibile la costruzione di una società giusta" e di "una pace solida e duratura". E la radice della fraternità "è contenuta nella paternità di Dio", una "paternità generatrice di fraternità", eppure questa "vocazione" è spesso contrastata dalla "globalizzazione dell’indifferenza" che "ci fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro, chiudendoci in noi stessi". Papa Francesco parla anche dell'attuale crisi economica, sottolineando che alle guerre "fatte di scontri armati si aggiungono guerre meno visibili, ma non meno crudeli, che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite, di famiglie, di imprese". L'origine di questa crisi si può ricercare innanzitutto nel "progressivo allontanamento dell’uomo da Dio e dal prossimo, nella ricerca avida di beni materiali" e nel "depauperamento delle relazioni interpersonali e comunitarie”. Ma proprio il succedersi delle crisi economiche "deve portare agli opportuni ripensamenti dei modelli di sviluppo economico e a un cambiamento negli stili di vita". Anzi, la crisi odierna "può essere anche un’occasione propizia per recuperare le virtù della prudenza, della temperanza, della giustizia e della fortezza". In un altro passaggio importante, Jorge Bergoglio condanna con forza la corruzione e il crimine organizzato: la comunità politica "deve agire in modo trasparente e responsabile" per generare la “pace sociale”, mentre i cittadini "devono sentirsi rappresentati dai poteri pubblici nel rispetto della loro libertà". Spesso, invece, "tra cittadino e istituzioni si incuneano interessi di parte che deformano una tale relazione, propiziando la creazione di un clima perenne di conflitto". Papa Francesco denuncia infine l’egoismo che "si sviluppa socialmente sia nelle molte forme di corruzione, oggi così capillarmente diffuse, sia nella formazione delle organizzazioni criminali, dai piccoli gruppi a quelli organizzati su scala globale”. Queste organizzazioni "offendono gravemente Dio, nuocciono ai fratelli e danneggiano il creato, tanto più quando hanno connotazioni religiose”. Il Papa rinnova per ultimo l’appello contro “lo scandalo” della fame nel mondo, ma parla anche di altri drammi del nostro tempo come la droga, lo sfruttamento del lavoro, “l’abominio del traffico di essere umani” e gli “abusi contro i minori”.



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