BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

CORRIERE/ Angelo Rizzoli e la storia di un'epopea con tante ombre e misteri

Angelo Rizzoli (Infophoto)Angelo Rizzoli (Infophoto)

Due anni dopo, il 4 febbraio 1983, con una decisione del Tribunale di Milano, il Corriere della Serapassa sotto amministrazione controllata con un debito di oltre 65 miliardi di lire. Nello stesso tempo Angelo Rizzoli, il fratello Alberto e il direttore generale del gruppo, Bruno Tassan Din, vengono arrestati per bancarotta. L'accusa è di aver “occultato, sottratto, dissipato o distratto”, oltre 85 miliardi di lire.
Su tutta la storia ci sono zone d'ombra, misteri e contraddizioni che ancora oggi è difficile dipanare. Resta il fatto che Angelo Rizzoli si fa ben oltre 400 giorni di carcere, ma nel 1992 con una sentenza, ribadita poi in appello nel 1996, viene riconosciuta la totale estraneità di Rizzoli all'operazione, come poi fu dimostrato con sentenza definitiva nel processo sul crac del Banco Ambrosiano.

E' sulla base di queste sentenze che Angelo Rizzoli ribadì sempre le sue accuse: “Il Corriere mi è stato scippato” e poco dopo, “Angelone”, nel 2010, avanza la richiesta di risarcimento danni per l'ingiusta carcerazione patita. Nel giro di tre anni le speranze di Angelo Rizzoli si spengono. Nel gennaio del 2012, il Tribunale di Milano respinge l'istanza e lo condanna al risarcimento dei danni. Poi il 14 febbraio 2013 arriva una seconda mazzata ben più pesante: un nuovo arresto con l'accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale per un crac da 30 milioni di euro, causato con il fallimento di quattro società controllate nella sua attività di produttore televisivo e cinematografico.

In una intervista al giornalista Stefano Lorenzetto nel 2010, Angelo Rizzoli aveva detto: “Loro, i cavalieri bianchi senza macchia, sapevano bene che soffrivo di sclerosi multipla dal 1963. E che cosa può fare un malato con tre ordini di cattura sul capo, spogliato di tutto - reputazione, affetti, aziende, patrimonio, passaporto – e privato della libertà per 13 mesi, di cui tre passati in cella d'isolamento, neanche un giorno d'infermeria, di visite mediche, né cure specialistiche, sbattuto da un carcere all'altro?”.

Angelo Rizzoli ricordava quello che aveva passato per la storia del Corriere. Non sapeva di dover affrontare un'altra prova che lo avrebbe portato alla morte. Una vicenda tragica, una storia intricata. Forse un giorno la storia riuscirà a chiarire questo dramma.

© Riproduzione Riservata.