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CHIESA E TV/ I "veri" preti? Molto poco televisivi

Sono ormai molte le serie tv che hanno un prete per protagonista. L'ultima è "Rev.", prodotta per BBC Two. Dove Adam è un prete "politically uncorrect", pieno di debolezze. GIUSEPPE FEYLES

Terence Hill nei panni di don Matteo (Infophoto) Terence Hill nei panni di don Matteo (Infophoto)

Viviamo un periodo di luna di miele tra i media e la Chiesa cattolica. Time ha incoronato Papa Francesco come uomo dell'anno. Ma oltre la contingenza (quanto durerà?) occorre approfondire la sostanza di questa inattesa benevolenza. Sul lungo periodo una cartina di tornasole indicativa è il modo in cui la serialità televisiva rappresenta la figura del sacerdote. Storicamente, il primo stilema è il prete-detective. Capostipite in Italia è Padre Tobia, sceneggiato del 1968 targato Rai. Fa impressione pensare che mentre I ragazzi di Padre Tobia incarnavano l'illusione pedagogica della Rai democristiana, altri ragazzi si preparavano a mettere a ferro e fuoco il sistema educativo italiano. Seguirono I racconti di Padre Brown, adattamento dall'opera di G. K. Chesterton. La serie fu realizzata negli anni settanta e pur componendosi di sole 6 puntate da un'ora ebbe un enorme successo (21 milioni di spettatori). Renato Rascel italianizzò Padre Brown, sostituendo una specie di buon senso furbo all'intelligenza del personaggio originale. 

Oggi la BBC ha prodotto una nuova serie di Padre Brown ambientata in una campagna ordinata e rassicurante come il suo rotondo protagonista. In Italia il prete investigatore per antonomasia è don Matteo (Mario Girotti, in arte Terence Hill). Anch'egli dovrebbe ispirarsi a Padre Brown, ma è difficile ritrovarvi i caratteri di ironia e acume usciti dalla penna di Chesterton. Il prete–detective stimola la fantasia degli sceneggiatori di molti paesi. Tedesco è Pater Castell (Retequattro), prete dinamico ed efficiente, in grado di guidare motociclette ed elicotteri con la disinvoltura di uno 007. Pater Castell è un cattolico ortodosso, fedele alle gerarchie. Il suo superiore è un vescovo di Curia, per una volta né grasso, né viscido, né ambizioso di potere. La Francia ha prodotto una suora investigatrice, Suor Therese (ancora Retequattro), anch'essa normalmente cattolica e più abile del commissario che coadiuva. In Italia altro investigatore in tonaca è don Tonino (Andrea Roncato).

In tutti questi casi il prete è una figura positiva, di buoni sentimenti, ben accolta dalla comunità. Ma in queste trasposizioni televisive il prete risolve i casi più per la sua magnanimità che per intelligenza. Invece in Chesterton, ma anche in Guareschi, è la fede che affina la ragione e la conduce ad un maggior realismo. Variante ambigua è quella dei preti eccentrici, figure ancora positive, ma un po' strane, se non estranee alla vita vera. Esempi sono Renzo Montagnani (don Fumino) e Luca Laurenti (don Luca, prima Canale 5 poi Italia 1). La serialità poliziesca americana in genere non assegna al prete il ruolo di protagonista, ma lo coinvolge volentieri nei casi di puntata, sovente a causa di delitti a sfondo sessuale (su tutti Law and Order). In ciò si riflette l'impatto emotivo che gli scandali hanno avuto sulla opinione pubblica americana.


COMMENTI
16/12/2013 - La nostra guida amorevole nel prete. (claudia mazzola)

Se non ci fossero i preti bisognerebbe inventarli. Grazie a Dio ci ha pensato Lui!