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PROCESSO MEREDITH/ Amanda Knox manda una mail alla Corte: ho paura di tornare in Italia

Con una e-mail inviata alla Corte d'assise di Firenze, Amanda Knox ha ripetuto il suo no a tornare in Italia per sottoporsi al dibattimento. Ecco le reazioni della Corte

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Amanda Knox conferma il suo rifiuto a tornare nel nostro paese per sottoporsi al processo che la vede nuovamente imputata insieme al suo ex fidanzato Raffaele Sollecito nella morte della studentessa inglese Meredith Kercher. Per ribadire ciò ha inviato una e-mail alla Corte in cui dice di aver paura dell'Italia: "Non sono presente in aula perché ho paura. Ho paura che la veemenza dell'accusa vi impressionerà, che il loro fumo negli occhi vi accecherà" ha detto. La Corte d'assise di Firenze ha definito irrituale l'invio della mail, in quanto non si tratta di dichiarazioni spontanee. Inoltre, ha detto il presidente Alessandro Nencini non avendo mai visto in vita sua la ragazza, non è in grado di appurare la paternità della mail che, suggerisce potrebbe essere stata scritta da chiunque. Chi vuol parlar nei processi, ha concluso, venga ai processi. Proprio ieri la famiglia di Meredith aveva ribadito le accuse nei confronti dei due giovani, dicendo che l'omicidio di Meredith sarebbe avvenuto al culmine dell'esaltazione procurata da droga e alcolici e di cui sarebbero responsabili i soli Amanda e Raffaele. Incapaci, hanno aggiunto, proprio per via della droga, a riconoscere le loro responsabilità e occupati solo a rimuoverle da quando il fatto è accaduto.

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