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Cronaca

PAPA ABORTISTA?/ Dio si "schiera" con l'uomo ma al Corriere e al Foglio non va giù

Giuliano Ferrara sul Foglio: "La Chiesa non antiabortista". Il Corriere di ieri: "Bergoglio rimuove il cardinale antiabortista" (Raymond Burke). CRISTIANA CARICATO

Giuliano Ferrara (Infophoto)Giuliano Ferrara (Infophoto)

Gli hanno fatto avere un bel panettone di quelli giganteschi e decorativi, a forma di presepe. Con tanto di stella cometa in cioccolato bianco. Spero lo mangi. Perché i bocconi dolci, per lui, iniziano a scarseggiare. Le avvisaglie c'erano state, sparse e pungenti, ma non strategicamente ordinate. Ora gli attacchi iniziano ad arrivare, con ritmo andante, quasi incalzante, ancora guardinghi, pieni di distinguo o subdolamente mascherati da omaggi.

Per Bergoglio, dopo l'apoteosi della copertina di Time, il contraccolpo di quella di The Advocate, la più blasonata delle riviste gay americane, con tanto di guancia tatuata dal "NO H8", (no all'odio), sigla che sembra più un grido di battaglia che un invito all'amore. È sempre persona dell'anno e senza dubbio a lui è andata meglio che al povero Ratzinger umiliato da rossetto e cerone da drag queen, ma si è rotto qualcosa nella zuccherosa luna di miele tra papa Francesco e i media del mondo. È ancora il più efficace prodotto da esportazione di qualsiasi pagina ciclostilata, ma dopo nove mesi di pontificato e un bel po' di governo c'è chi inizia a storcere il naso, e si accoda ai sempre scontenti che, con coerenza, sin dall'inizio avevano negato il placet. 

Basta dare un'occhiata a certe impaginazioni, dove il faccione di Bergoglio viene usato random per commuovere, provocare e insinuare. Così magari si finisce per ritrovare il Francesco dei poveri che invita i clochard più cane al seguito (i bastardini inteneriscono sempre) alla messa nel giorno del suo compleanno, accanto all'immagine in versione progressista con logo pro-gay, posizionata, in bella evidenza, sopra un articolo al vetriolo sul pontefice che si esercita nello spoil sistem, con cardinali troppo bacchettoni. 

Bella pensata. Se poi si aggiungono certe analisi o commenti che fioriscono come papaveri in un prato di margherite, macchiando una conforme e benevola predisposizione per il papa argentino, si comprende che qualcosa è cambiato. Persiste lo stupore per un pontefice che ha innescato una "rivoluzione della tenerezza", meravigliando per semplicità e autenticità, ma s'incunea, lentamente e in modo implacabile, il dissenso su certe scelte che definiscono la sua idea di Chiesa. Il cantiere aperto da Bergoglio si allarga e mentre sono tanti gli operai a lavoro, non mancano maestri d'opera che si appoggiano al recinto per valutare con distacco se i muri son dritti o storti. 

Tutto per dire che l'enfasi con cui sono state riportate certe decisioni del Papa puzza: nasconde una volontà censoria e dissenziente, una prima informe stroncatura della sua azione pastorale e in fondo testimonia una palese incomprensione della sua persona e del suo magistero.